Chi va a Roma perde la poltrona. O almeno il consenso. Deve essere stata questa per anni l’ossessione di molti esponenti della Lega Nord. E dal governo alla piazza, la strada a volte è breve, se non frettolosa. Soprattutto per chi è da sempre diviso tra due cuori: una foto di gruppo a Palazzo Chigi e un dito medio a Pontida.
Ma dopo aver assecondato ogni capriccio di Berlusconi, in nome del valore supremo del federalismo, gli uomini in camicia verde devono tornare sui territori per fare i dovuti distinguo e per spiegare al proprio popolo i motivi della scomoda alleanza col Cavaliere. Anzi, dalla prematura uscita di scena dell’uomo delle televisioni la Lega potrebbe aver trovato una insperata occasione di rifarsi un’immagine immacolata. «Ci rifaremo la verginità all’opposizione», ha dichiarato il caro leader Umberto Bossi commentando la nomina di Mario Monti alla presidenza del Consiglio. La speranza è che un governo lacrime e sangue guidato da un bocconiano possa cancellare in un sol colpo anni di malgoverno. E per ritrovare il candore perduto, i “padani padani” non perdono tempo. Basta farsi un giro nelle loro storiche roccaforti per vederli uscire allo scoperto senza alcun imbarazzo. Nel bergamasco le camicie verdi sono classe di governo da tempo. Amministrano insieme al Pdl il capoluogo di provincia e, soprattutto, controllano molti piccoli Comuni. Perché piccolo non significa ininfluente. È in questi paesini, in queste valli, che la Lega ha cementato il proprio consenso negli anni. Ed è da qui che la la Lega vuole ricominciare. Villaggi collegati da strade che si snodano tra campi coltivati, rotonde per il traffico, capannoni industriali, centri commerciali, chiese e poi ancora rotonde. Insediamenti per chi ha voglia di lavorare. Per lo svago: un bar, un centro per gli anziani, un oratorio e ogni tanto un cinema. È il modello della produttività padana tanto caro a Bossi e compagni. Ma per ripartire da zero non basta l’edizione straordinaria del lunedì della Padania a urlare «Lega, unica forza di opposizione». Bisogna farsi vedere.
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