La vera magarìa (magia) accade quando avvengono incontri felici. Come quello tra il talento narrativo di Andrea Camilleri, la sensibilità artistica del Maestro Marco Betta e la forza vitale espressiva dei giovani che fanno musica. Il tutto racchiuso in un progetto fortemente voluto da “Gli Amici della Musica” di Palermo. In momenti come questi può capitare di rimanere incantati ed ammutoliti, ad ascoltare 70 giovani ragazzi della scuola media Leonardo da Vinci di Palermo dare vita, all’interno di una orchestra, ad una lunga serie di immagini sonore che accompagnano una bella storia. La Magarìa di Andrea Camilleri, fiaba musicale per voce recitante ed orchestra, torna il 23 e il 24 gennaio al Teatro Politeama di Palermo in occasione della 80° stagione concertistica, in una versione appositamente realizzata per Gli Amici della Musica di Palermo, con la regia di Alfio Scudieri e la musica di Marco Betta, eseguita dai bambini e ragazzi dell’orchestra Leonardo da Vinci. Una favola gustosa, in cui la bambina Lullina racconta al nonno di conoscere delle parole magiche capaci di farla scomparire e poi ricomparire. Magarìa nasce nel 2001 da un divertente testo/monologo che ha suggerito al compositore Marco Betta di realizzare “una piccola opera di teatro letterario della mente, nella quale i personaggi sono evocati dagli strumenti dell’orchestra”. E così, se l’arguto romanziere di Porto Empedocle immagina parole magiche che fanno scomparire e riapparire chi le pronuncia, Betta crea una partitura in cui gli strumenti musicali corrispondono ai vari personaggi: il Nonno è un violoncello, Lullina è un violino, il Maresciallo è una tromba. La musica diventa quindi una sorta di testo parallelo, di riflesso sonoro della narrazione. Chi ama vivere emozioni non necessariamente espresse in fisicità apparenti, troverà in questa opera sia un’atmosfera antica, tipica del racconto di un nonno al nipotino, sia attuale e concreta, perché la musica di Marco Betta produce immagini infinite da ogni piccolo frammento di vita vissuta, come può essere anche la lettura di una favola per bambini. Entusiasta Camilleri, e a ragione, perché in un mondo dove la cultura va a rotoli, dove l’insegnamento musicale è mortificato, una realizzazione come questa, che avvicina i giovani al teatro musicale è davvero degna di nota.