L’unico regalo disinteressato alla Grecia lo farà l’anno bisestile, che concederà un giorno in più ad Atene per capire come pagare le obbligazioni in scadenza tra il 14 e il 20 marzo. Nessuna concessione invece dall’Ecofin, che ha rinviato all’ultimo momento la riunione sul piano di risanamento ellenico prevista per il 15 febbraio. Il lussemburghese Jean Claude Junker – presidente dell’Eurogruppo – e il tedesco Wolfang Schäuble, ministro delle Finanze della Merkel, hanno giudicato insufficienti le garanzie offerte dal premier greco Lucas Papademos, e preferito adottare una scappatoia («ci vediamo il 20 febbraio ») piuttosto che dar seguito alle minacce paventate fino al giorno prima. La speranza è che per quel lunedì l’esecutivo ellenico si presenti con un piano accettabile, ma soprattutto con la firma di tutti i partiti politici che lo sostengono. Altrimenti sarà difficile che il Bundestag, chiamato a votare il 27 gli aiuti alla Grecia, si esprima per un “sì”.

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