Nonostante l’ordine del tribunale, i medici degli Spedali Civili di Brescia annunciano che non faranno più infusioni secondo il metodo Stamina. Pensano di ricorrere all’obiezione di coscienza i nove professionisti del gruppo Internal Audit Stamina che lavorava in accordo con la Fondazione di Davide Vannoni e Marino Andolina. Ricordandosi solo ora che il codice deontologico chiede loro di non somministrare trattamenti di cui non se ne conoscano composizione ed effetti. Anche la nota dell’Unione dei Medici su Stamina è stata diffusa pochi giorni addietro. «Sarebbe dovuta arrivare molti mesi fa, quando i primi giudici hanno imposto il trattamento Stamina», rileva l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca.

L’articolo 13 del codice deontologico dei medici parla chiaro: «Sono vietate l’adozione e la diffusione di terapie e di presidi diagnostici non provati scientificamente o non supportati da adeguata sperimentazione e documentazione clinico scientifica, nonché di terapie segrete». E come è noto, mentre i guru di Stamina dicevano che la piccola Sofia doveva essere bombardata di infusioni per il suo bene, nessuno sapeva che cosa venisse realmente somministrato a lei e ad altri bambini affetti da gravi malattie neurodegenerative. Che in questa agghiacciante truffa venivano usati come cavie, nell’ambito di una sperimentazione che, secondo i piani del sociologo ed esperto di marketing Davide Vannoni, doveva essere pagata dallo Stato. Per raggiungere il suo scopo però, l’ex direttore di un call center organizzato in un sottoscala torinese (che poi avrebbe avuto Mediaset fra i suoi clienti) aveva bisogno di gruppi di pressione politica e di media che facessero da cassa di risonanza alle sue promesse di guarigione.

Sostegno di piazza e tam tam virale sui social media sono arrivati coagulando intorno a sé gruppi di seguaci reclutati in movimenti religiosi come Militia Christi (pronti a rivendicare cure compassionevoli per tutti nel nome di un astratto diritto alla vita), famiglie disperate a causa di malattie incurabili, ma anche ultrà, forconi e animalisti convinti che sia meglio fare sperimentazione su persone malate e con poche speranze di sopravvivenza piuttosto che su cavie animali. Interventi a favore di Stamina da parte di cantanti e show men, da Celentano a Fiorello, hanno fatto il resto, insieme alla sconcertante propaganda pro Stamina delle Iene su Italia 1, senza contraddittorio e con tanto di immagini esclusive di Papa Francesco che visita una bambina sottoposta alle “terapie” di Stamina.

Questo nonostante l’inchiesta aperta dal giudice Raffaele Guariniello a carico di Davide Vannoni già nel 2009. Nonostante gli allarmi lanciati da scienziati di fama internazionale nel campo delle staminali come Elena Cattaneo e come il Nobel Yamanaka che da tempo dicono che il metodo Stamina non ha nulla di scientifico (vedi left 12 – 30 marzo 2013). Nonostante i pareri negativi e i gravi rilievi fatti dall’ Aifa, dai Nas e dal comitato ministeriale nominato dal ministro Lorenzin. Nonostante autorevoli riviste come Nature e Science, a più riprese, avessero denunciato la pericolosità di Stamina perché non rispetta i protocolli validati dalla comunità scientifica internazionale.

Lo straordinario sviluppo che le scienze biomediche e la medicina rigenerativa stanno registrando negli ultimi anni ha acceso le speranze di milioni di malati di potersi curare ricorrendo a terapie a base di staminali. Ma sono molti i ciarlatani che promettono miracoli, specie nei Paesi dell’Est Europa e in Cina, dove i controlli sono poco severi o assenti. In aree dotate di validi organi di controllo come la Unione Europea e gli Stati Uniti, l’Italia è l’unica nazione in cui i truffatori che usano metodi antiscientifici, spacciati per alternativi, «sono entrati come il burro nell’istituzione pubblica», per dirla con le parole dello scienziato Paolo Bianco che, in un recente convegno dell’Accademia dei Lincei su giornalismo e informazione scientifica, ha ricostruito la vicenda Stamina mostrando come il signor Vannoni con l’aiuto di politici compiacenti, abbia tentato di far saltare il sistema sanitario nazionale e il controllo di organi come l’Aifa che vigilano sui prodotti farmaceutici e sulla salute dei cittadini.

L’inchiesta di Guariniello si è da poco conclusa con venti rinvii a giudizio, le imputazioni per Vannoni sono pesanti: si parla di reato di associazione per delinquere finalizzata alla somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica e abuso della professione medica. (Una seconda inchiesta a carico di Vannoni si è conslusa il 7 febbraio con il rinvio a giudizio di Davide Vannoni per tentata truffa ai danni della Regione Piomonte ndr)

Ma nel 2013 dopo una serie di manifestazioni di militanti di Stamina anche in Vaticano l’allora ministro della Salute Renato Balduzzi varò un decreto pro Stamina autorizzandone la sperimentazione a spese dello Stato. E, fatto se possibile ancor più grave, tentò di far passare le terapie a base di staminali dalla categoria dei farmaci a quella dei trapianti in modo che non dovessero più sottostare alla sperimentazione a cui devono essere sottoposti tutti i farmaci prima di essere messi in commercio. Ancora una volta è stata la scienziata e oggi senatrice a vita Elena Cattaneo per prima a denunciare tutto questo, ma le sue parole sono rimaste a lungo inascoltate. L’obiettivo di Vannoni era la deregulation, gettare discredito e «piegare gli organismi regolatori e perfino corpi politici a questi superiori agli interessi specifici di un gruppo di pressione»,dice il professor Bianco, esperto di medicina molecolare. «Il suo era un preciso disegno commerciale e antiregolatorio a favore di interessi di lobby nazionali e internazionali», aggiunge il docente de La Sapienza. Fingendosi il suo esatto contrario, ovvero un benefattore in lotta contro le multinazionali del farmaco. Ma se è chiaro che Vannoni con interventi gridati, immagini choc, video miracolistici e con l’appoggio di gruppi religiosi è riuscito a spacciare pseudoscienza «rivolgendosi ad una fascia debole culturalmente e vulnerabile psicologicamente», come dice Bianco, più difficile è spiegare l’appoggio diretto e indiretto che è riuscito ad ottenere da una parte della classe politica italiana e da alcuni scrittori e intellettuali di destra , ma non solo. Pescando anche a sinistra in una frangia di intellettuali filo sessantottini, animalisti e sostenitori della “medicina” alternativa, affezionati del pensiero debole e di una ideologia anti identitaria che nega il valore della scienza in quanto potere (come sosteneva Foucault). Non considerando che attaccare la ricerca scientifica e negarne il valore, uccide, come sottolinea Bianco.

Mortali sono sedicenti terapie come quella ideata da Di Bella  o come il veleno di scorpione spacciato per anticancro e le iniezioni di staminali che possono rivelarsi cancerose, come avverte il medico Salvo Di Grazia nel libro (chiaro e incisivo) Salute e bugie in uscita il 6 febbraio per Chiarelettere. In cui mette in guardia anche dai rimedi naturali e fai da te, perché, nonostante martellanti campagne commerciali non tutto ciò che è naturale fa bene. Anche il veleno di scorpione o il cianuro sono naturali eppure letali, oppure causa di gravi intossicazioni come la amigdalina, contenuta nei noccioli di pesca e nelle mandorle amare e che, denuncia Di Grazia, è stata spacciata per vitamina anticancro. «Nel caso di Stamina e di Di Bella parliamo di sedicenti terapie che rivelano la debolezza della nostra politica che ha prestato loro ascolto. Non hanno nessuna base e validità scientifica. Si approfittano dell’ignoranza. Per questo è importantissimo informarsi, per orientarsi bene e non cadere in queste truffe» dice il medico ginecologo che fa un importante lavoro di contro informazione in rete sul sito MedBunker, smascherando le bufale che purtroppo compaiono spesso sulle pagine dei giornali, anche main stream. Capita di leggere di persone che sarebbero uscite da uno stato vegetativo permanente quando sono invece uscite dal coma; si scambiano feti per bambini e si legge perfino di feti di pecora che sarebbero capaci di sognare. «Ogni volta che vedo la parola “neuro” sui giornali trovo informazioni inverosimili» dice il neuroscienziato Lamberto Maffei, presidente dell’Accademia di Lincei. «In Italia manca una valida informazione scientifica. Per quanto riguarda il mio campo, per esempio, sui giornali si dice che il cervello fa di tutto, la neurofisiologia diventa una narrazione favolosa, senza nessuna base».

Per non dire dei media che puntano sul sensazionalismo o alimentano false speranze. Nei giorni scorsi il Tribunale di Lecce è arrivato a prescrivere il metodo Di Bella. E  nelle settimane precedenti un lancio Agi sosteneva che quel metodo bocciato dalla sperimentazione fosse al centro di nuovi studi. Ma poi si scopre che di questi sedicenti nuovi studi è autore il figlio dello stesso Di Bella. «È un medico in pensione che continua il lavoro del padre, prescrivendone il metodo», precisa il chirurgo Salvo Di Grazia. «Scrive articoli su riviste di scarso impatto scientifico e trova visibilità sui media , ma la medicina non si fa con le interviste e i lanci di agenzia. E il metodo di Bella non ha trovato nessun riscontro scientifico».

Così come è stato smentito da una grande messe di studi il nesso fra autismo e vaccini. Ma ancora oggi il medico Wakefield, che lo aveva ipotizzato, si trova citato come fonte accreditata in Rete. Nonostante sia stato radiato dall’ordine e sia stato denunciato: «Wakefield costruì pezze d’appoggio ad hoc che sostenevano il nesso fra vaccino e autismo. Lo fece – ricostruisce Salvo Di Grazia – facendosi pagare da alcune famiglie con bambini autistici che intentarono una causa contro la casa farmaceutica produttrice del vaccino ». Fu invece un caso di inadeguata sperimentazione quello che riguarda il Talidomide, che negli anni 60 veniva prescritto come antinausea alle donne in gravidanza. Si scoprì poi ce il Talidomide era la causa di gravissime malformazioni del feto. Tanti furono i bambini focomelici nati a causa di quel farmaco e nel libro Salute e bugie Salvo Di Grazia sottolinea un aspetto importante di quella vicenda: non ci fu un’adeguata sperimentazione animale del farmaco, per questo non se ne scoprirono gli effetti nocivi in tempo per evitare la tragedia. «Per quanto si possa giudicare spiacevole la sperimentazione animale, come medico – conclude Di Grazia – giudico inaccettabile la sperimentare su bambini o anziani malati… La sperimentazione animale ad oggi è assolutamente necessaria, non esistono metodi alternativi. Come medico se somministro qualcosa che ha un’efficacia so che è stato sperimentato sugli animali. Gli animalisti, se crederono, possono rinunciare ai farmaci per se stessi».