Valanghe di parole sui morti ammazzati. Se si potessero seppellire con la retorica i morti di Bruxelles sarebbero almeno dieci metri sotto terra. Politici da Vespa, politici durante la giornata televisiva, pareri sparati a cazzo, esperti dell’ultima ora, salvini che salvinano in ogni dove.

Ogni volta che scoppia un attentato la televisione nostrana si riempie di esperti. Ieri sera da Vespa il direttore (sigh) della Stampa Molinari ci ha addirittura detto che il tassista di Bruxelles avrebbe dovuto “avvisare al primo semaforo un vigile urbano” per sventare l’attentato. Feltri (sempre più infeltrito da se stesso) ha compiuto un’analisi antropologica sugli “islamici moderati” (che suona un po’ come gli “italiani poco mafiosi”) arrivando alla conclusione che sono troppo moderati, gli islamici moderati. Ecco.

Hanno sezionato le schegge delle bombe: ne hanno raccontato il profilo, la sostanza, i rimbalzi e le ferite nella pelle delle vittime. La necrofilia è l’ingrediente principe del menu quotidiano, centellinato come se fosse un prezioso beveraggio, un accompagnamento nobile e una spezia indispensabile per dare gusto.

Così oggi, in tivù è stata la giornata delle parole vomitate mentre nessuno ha trovato il tempo di spiegare che il reato di terrorismo, ad esempio, non è omogeneo nel resto d’Europa. Abbiamo una federazione di stati che non riesce nemmeno a mettersi d’accordo sul codice penale. Ma finge di continuo di volerlo fare.

Nel giorno dopo del terrorismo il proscenio è tutto dei bigotti. Bigotti di ogni specie che partono da direzioni opposte per ritrovarsi tutti nella Piazza del Populismo. Parole sprecate, menti soffritte, giudizi banalissimi e intorno tutto un Paese che crede senza giudizio.

Brutta cosa il giorno dopo al terrorismo. Qui da noi.

Buon giovedì.

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