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Imu, la rivolta dei sindaci

Imu, la rivolta dei sindaci

Le tasse non sono mai un piacere. Però possono essere sbagliate e inique, oppure giuste ed eque. In quale categoria stia l’Imposta municipale unica, la tassa che sta facendo tremare i proprietari di casa (oltre l’80 per cento della popolazione del Belpaese), ce lo spiegano i sindaci italiani. Che il 24 maggio saranno in piazza, a Venezia, per protestare contro il governo. Attenzione: nessun leghismo di ritorno, nessun proclama per la rivolta fiscale. I sindaci, di ogni partito, non sono tornati ai tempi dei Comuni medievali e non si ergono a difensori delle italiche virtù contro il Barbarossa di turno.  [Continua...]

Una rete, per battere la crisi dell’informazione

Una vecchia regola del mestiere vuole che l’unico padrone del giornalista sia il lettore. Succede oggi, purtroppo, che i giornali abbiano smarrito i propri padroni. Ce e lo segnala il recente rapporto Fieg sull’editoria, ce lo ripetono ogni mese i dati di vendita dei quotidiani. Questa realtà riguarda tutti, a partire dai colossi, i Repubblica, Corriere, Sole 24 ore, Rai, Mediaset. I primi perdono copie, riprendono fiato sul web, ma godono ancora di ingenti risorse da spendere nell’inseguimento. Le seconde, il duopolio televisivo che controlla ancora la metà del mercato pubblicitario, vedono rosicchiare quote di auditel dall’esplosione della tv via cavo. Poi ci siamo noi, i piccoli dell’informazione indipendente. I giornali di idee, quelli politici e quelli liberi. Abituati a  [Continua...]
Se questa è una fabbrica

Se questa è una fabbrica

Ritmi sempre più veloci. Un metodo che sottostima i rischi. E migliaia di operai ammalati. Ecco cosa succede davvero dentro gli stabilimenti Fiat I l gesto più pericoloso è anche il più semplice. Quelli che tutti, ogni giorno, ripetiamo molte volte, per afferrare le chiavi di casa, una penna, la tazza del caffè. Si chiama presa pinch, e in catena di montaggio si usa per assemblare viti, bulloni e quello che in gergo si chiama “minuteria”: migliaia di piccoli pezzi di gomma, plastica, ferro, cavi elettrici e meccanismi di cui è composta un’auto. Si montano a mano, “prendere e piazzare”  [Continua...]
Libertà di discriminare

Libertà di discriminare

Ecco perché senza articolo 18 sarà impossibile rivendicare qualsiasi diritto. Parlano avvocati e lavoratori Non vogliono cancellare solo l’articolo 18. Il governo non vuole limitarsi a liberalizzare i licenziamenti in assenza di motivi economici o disciplinari. Senza l’articolo 18 salta l’intera architettura del diritto del lavoro: le norme che stabiliscono i limiti all’abuso di contratti precari e il diritto a organizzarsi in sindacato, a un giusto salario, a non essere demansionati, a non subire discriminazioni. «L’articolo 18 è una formidabile norma antiricatto. Perché tutti i diritti stabiliti dalla legge restano sulla carta se un minuto dopo il datore di lavoro  [Continua...]
Auto immobile

Auto immobile

Aveva promesso lavoro e salari più alti, in cambio di flessibilità e ritmi più veloci. Marchionne ha avuto ciò che voleva, senza dare nulla in cambio. Perde quote di mercato. Ma il suo metodo, ora, conquista Confindustria Tanto rumore per nulla. Per produrre 280mila esemplari l’anno della Nuova panda a Pomigliano, nel 2010 Sergio Marchionne chiedeva 18 turni alla settimana, il lavoro notturno, i recuperi della produzione saltata per intoppi logistici, meno pause e più straordinari, flessibilità di mansioni e orari. In cambio avrebbe investito 700 milioni, assunto 5mila operai e li avrebbe pagati più di prima. Ora l’investimento è giunto  [Continua...]
Nostalgia della cricca

Nostalgia della cricca

Alemanno: con Guido non sarebbe successo. Gabrielli: non abbiamo più poteri. Bastano due fiocchi di neve, e subito spunta chi vorrebbe tornare ai tempi di Bertolaso. Quando le catastofi accadevano puntuali. Ma si potevano spendere 18 miliardi in deroga alle leggi Nostalgia canaglia. Qualche fiocco di neve e si finisce per rimpiangere persino Guido Bertolaso. Proprio lui, l’ex capo della Protezione civile, sommerso dallo scandalo della cricca dopo aver gestito per due anni i miracoli del “governo del fare”: la ricostruzione mai avvenuta a l’Aquila e la falsa soluzione dell’emergenza spazzatura a Napoli. Gianni Alemanno, nascosto dietro il suo tour de force polemico, la  [Continua...]
Appalti di ferro all'Aquila

Appalti di ferro all’Aquila

Lo scandalo è scoppiato sulle pagine dei giornali locali di Teramo. Ma in pochi passaggi si arriva subito nel cantiere più grande d’Europa: L’Aquila, la città da rimettere in piedi dopo il terremoto del 6 aprile 2009. E il tema è di quelli che scottano: infiltrazione della camorra nei lavori di ricostruzione.  [Continua...]
Concorrenza banale

Concorrenza banale

Certo che di essere comunista Monti non era mai stato accusato in vita sua. Proprio lui, Mr Monti, dal perfetto curriculum anglosassone. Invece. «Al governo sembrano certi brezneviani, che all’epoca della stagnazione sovietica affermavano che non si era fatto abbastanza socialismo», attacca l’economista Emiliano Brancaccio, docente all’università del Sannio. Perché? Perché la partita in gioco ha molto di ideologico e poco di reale.  [Continua...]

Inseguendo le cosche

Finisce sotto scorta il giovane cronista Giovanni Tizian. Giovanni aveva undici anni quando è fuggito al Nord, insieme alla sua famiglia. Perché nella sua terra, Bovalino, nel centro della Locride, la vita era diventata impossibile. I clan l’avevano detto chiaro e tondo. Col loro linguaggio. Il nonno materno, piccolo imprenditore, proprietario di un mobilificio, nel 1988 aveva assistito inerme all’incendio doloso che bruciava il suo capannone. Suo padre, Peppe Tizian, funzionario di banca, l’anno seguente era stato ucciso, sulla statale jonica, con due colpi alla testa sparati da una lupara. Omicidio rimasto impunito, proprio come l’incendio della piccola fabbrica. Solidarietà  [Continua...]
Licenziamenti a mano libera

Licenziamenti a mano libera

Rendere più facili i licenziamenti e liberalizzare il mercato del lavoro produce crescita economica e favorisce i giovani; anche perché in Italia è quasi impossibile licenziare i vecchi assunti, mentre i nuovi l’articolo 18 non sanno neppure cos’è. Due assiomi ripetuti senza sosta nel dibattito pubblico. Eppure basta solo dare un occhio a leggi e dati per accorgersi che si tratta di falsità colossali. Milioni di licenziati con l’articolo 18. Licenziare non è impossibile a causa dell’articolo 18. Altrimenti le lavoratrici della Omsa starebbero ancora producendo calze e gli operai della Fiat di Termini Imerese automobili. I metalmeccanici della Innse  [Continua...]
A Pomigliano 5mila posti di lavoro. In meno

A Pomigliano 5mila posti di lavoro. In meno

Indagine della Fiom. A produrre la nuova Panda ci saranno meno operai di quanti utilizzati nel 2008 per assemblare le Alfa Romeo. E i motori li faranno in Polonia    [Continua...]
Termini Imerese: il dopo Fiat è appeso a un filo

Termini Imerese: il dopo Fiat è appeso a un filo

«Pirdimmu ri tutti i banni ». Abbiamo perso su tutti i fronti. Roberto Mastrosimone e Giovanni Scavuzzo Battaglia hanno lavorato alla Fiat di Termini Imerese (Palermo) per oltre trent’anni fianco a fianco, nello stesso reparto. Hanno iniziato assemblando le 126, quelle vecchie, ormai divenute pezzi di modernariato. Poi la Panda, la Lancia Y. Hanno difeso lo stabilimento quando nel 2002 sembrava destinato alla chiusura, passando l’inverno insieme alle loro famiglie davanti ai cancelli, in una striscia di terra tra l’autostrada Catania-Palermo e il mare, dove sorge il sito industriale siciliano. Sono diventati sindacalisti, su sponde opposte, alla Fiom il primo,  [Continua...]

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