Unità
Author Archive

 

Euro dracma

Euro dracma

L’unico regalo disinteressato alla Grecia lo farà l’anno bisestile, che concederà un giorno in più ad Atene per capire come pagare le obbligazioni in scadenza tra il 14 e il 20 marzo. Nessuna concessione invece dall’Ecofin, che ha rinviato all’ultimo momento la riunione sul piano di risanamento ellenico prevista per il 15 febbraio. Il lussemburghese Jean Claude Junker - presidente dell’Eurogruppo - e il tedesco Wolfang Schäuble, ministro delle Finanze della Merkel, hanno giudicato insufficienti le garanzie offerte dal premier greco Lucas Papademos, e preferito adottare una scappatoia («ci vediamo il 20 febbraio ») piuttosto che dar seguito alle minacce  [Continua...]
Ricette da casalinga tedesca

Ricette da casalinga tedesca

L’aggettivo migliore che le hanno riservato i greci è quello di Führer, ma Angela Merkel non si scompone. Tutt’al più ricorda che, grammatica alla mano, in quanto donna lei sarebbe Führerin, condottiera. Finita a guidare l’Unione europea non per i suoi meriti ma solo perché il posto era vacante – Herman Van Rompuy e Catherine Ashton non spiccano nemmeno come figure decorative – la Merkel si stizzisce solo quando le dicono che sta gestendo la crisi finanziaria come una Hausfrau, una casalinga. Che fa i conti, guarda nel portafoglio e decide se comprare o meno un altro pacco di pasta.  [Continua...]

E allora rivediamo il Concordato

Se la destra continuerà nella sua offensiva cattolica e oltranzista, il Psoe chiederà di rivedere il concordato tra Stato e Chiesa. Non è una trovata a effetto, ma la decisione presa nel corso del Congresso del 4 febbraio scorso a Siviglia, dove il Psoe ha eletto il suo nuovo leader, Alfredo Rubalcaba. La mozione presentata da Izquierda socialista – la componente marxista del Psoe – è stata accolta da applausi e fatta propria dal neo segretario: «Se ogni volta che la destra arriva al potere rimette in discussione quelle leggi che abbiamo fatto con il consenso di tutti per aumentare  [Continua...]
Spagna in croce

Spagna in croce

Chiamato al governo del Paese per uscire dalla crisi economica, il Partido popular di Mariano Rajoy si appresta a cancellare sette anni di conquiste laiche del governo Zapatero. A cominciare dalla legge sull’interruzione di gravidanza Ci sono tanti modi per allontanarsi dall’Unione europea: si può non corrispondere alle aspettative di rigore finanziario – come ha fatto la Grecia – oppure chiudere gli spazi di libertà civile, come sta facendo l’Ungheria. Oppure ancora, si possono fare le due cose insieme, come sta dimostrando la Spagna. Che mentre perde 9mila impieghi al giorno, secondo i dati pubblicati il 2 febbraio dal ministero  [Continua...]
Fedeli al dollaro

Fedeli al dollaro

Ad appiccare letteralmente il fuoco ci avevano pensato i membri della setta Boko Haram a dicembre, facendo esplodere autobombe davanti a chiese e edifici governativi. A gettarci sopra benzina ha provveduto invece il presidente nigeriano Goodluck Jonathan, eliminando dal primo gennaio le sovvenzioni sul carburante. Se il 2011 si era chiuso con gli attentati di Natale nel nord della Nigeria, che avevano fatto salire a più di 500 le vittime dell’anno, il 2012 è cominciato peggio. Nelle prime tre settimane di gennaio i morti sono stati 253: uccisi da ordigni di precisione, da molotov improvvisate, da colpi di machete. Stroncati  [Continua...]
L'Angela sterminatrice

L’Angela sterminatrice

L’ultima a sentirsi opporre un rifiuto è stata Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale, alla quale Angela Merkel ha negato l’aumento di capitale per il Fondo salva Stati. Così Frau Nein, “Signora no”, ha rimesso ancora una volta in riga chi pretendeva di dettarle la linea. Per la ragazza cresciuta oltre la cortina di ferro, sentirsi dire cosa deve fare è una cosa improponibile. Nei 23 anni della sua carriera politica “occidentale”, iniziata con la caduta del Muro, non lo ha mai permesso a nessuno. A meno che non le convenisse. La sera del 9 novembre 1989 era «in  [Continua...]
Il buco nella Manica

Il buco nella Manica

Non sarà stata Standard & Poor’s, ma è pur sempre una coppia crudele – Ernst& Young – quella che ha fatto fare una doccia gelata alla Gran Bretagna, annunciando il 16 gennaio una pesante recessione per Londra. Ne saranno contenti i francesi, che giusto un mese fa (era il 16 dicembre) tuonavano contro il trattamento di favore riservato negli ambienti finanziari ai vicini di oltre Manica. «La situazione economica della Gran Bretagna è molto preoccupante», dichiarava François Baroin, ministro dell’Economia.«In questo momento, sul piano economico, è preferibile essere francesi che britannici», spiegava. A lui faceva eco il presidente della Banque  [Continua...]
Il vecchio che avanza

Il vecchio che avanza

L’hanno presa per le braccia, trascinata a terra, picchiata. A Tunisi la polizia non va tanto per il sottile quando si tratta di manifestanti o di giornalisti che raccontano le proteste. Così Sana Farhat, redattrice del quotidiano Le Temps, il suo servizio del 4 gennaio sul sit in degli insegnanti universitari davanti al ministero dell’Istruzione l’ha dovuto lasciar perdere: invece di una postazione di lavoro, le è stato concesso un posto nella sala d’attesa dell’ospedale cittadino. Non è stata la sola a finire al pronto soccorso, anche se la maggior parte dei manifestanti che si sono scontrati contro polizia e  [Continua...]
La rivoluzione in un click

La rivoluzione in un click

I dittatori non sono simpatici, ma finora non è mai stato un problema. Per conservare il potere bastavano la forza e la volontà di abusarne, condite di un po’ di propaganda. Nell’era di facebook, invece, se sei vecchio sei out. Lo sta capendo in questi giorni Putin, che ha provato a denigrare i manifestanti sostenendo che i loro fiocchi bianchi, simbolo della contestazione, sembravano preservativi. Il fronte della protesta ha apprezzato il paragone e progetta di attaccare fiocchi “dell’amore” ovunque, dalle automobili alle finestre. Il 2011 è l’anno delle rivoluzioni dal basso, anzi dal social network. É cominciato bene perché  [Continua...]
Ombre cinesi sull'Europa

Ombre cinesi sull’Europa

Niente regali sotto l’albero per il premier cinese Wen Jiabao, almeno non dall’Europa. L’agognato status di “economia di mercato”, che durante il vertice di Dalian in settembre era stato chiesto da Pechino con forza, non è arrivato. Eppure, sulla carta, Jiabao aveva fatto il bravo, come tradizione natalizia richiede. Generosamente era corso in aiuto dei più deboli, tirandoli fuori dai guai, prodigandosi per loro. Ma l’Unione europea è stata sorda a ogni buona azione. Anzi, dalla commissione Commercio del Parlamento europeo il 20 dicembre è stata presentata una dura proposta di risoluzione, che invita la Ue ad «accordare tale status  [Continua...]
Grazie, signora Merkel

Grazie, signora Merkel

  «Buon Natale, Frau Angela». Il cartello indirizzato alla cancelliera tedesca è appeso sulla vetrina di un negozio di Lisbona, in crisi come la maggior parte della attività commerciali in Portogallo. Le feste non hanno portato la ripresa che ci si augurava: nessuno ha soldi da spendere in futilità, anche perché di tredicesima, per questo 2011, non ne arriverà molta. Il 28 novembre il governo ha tagliato sia il sussidio di Natale che quello di ferragosto ai dipendenti pubblici e ai pensionati, a meno che non si sia così poveri da non arrivare ai 600 euro al mese: sotto a  [Continua...]

Joao Proença (Ugt, Portogallo): Il rispetto delle regole di bilancio non significa togliere garanzie ai lavoratori

L’esecutivo conservatore di Passos Coelho, che ha sostituito quello del socialista José Socrates, si appresta a varare ulteriori misure di austerità per il Portogallo, che si vanno ad aggiungere a quelle già in vigore dallo scorso anno. I sindacati, che pure si erano detti disposti a trattare per uscire dalla crisi, giudicano inique tali misure, e in assenza di risposte da parte dell’esecutivo hanno indetto per il 24 novembre lo sciopero generale. Ne parliamo con Joao Proença, segretario generale dell’União geral de trabalhadores (Ugt), il sindacato considerato “moderato” tra quelli presenti nel Paese lusitano. Il governo di Passos Coelho ha  [Continua...]

TAG