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		<title>L&#8217;avventura di Joyce, partigiana e scrittrice</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 19:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 23 febbraio torna in libreria per le edizioni de L&#8217;Asino d&#8217;oro l&#8217;autobiografia  di  Joyce Lussu, con una appassionata prefazione di Giulia Ingrao &#160; di Simona Maggiorelli &#160; Come in un romanzo. Ma ancora più potente, perché nelle pagine di Portrait, in rapide sequenze cinematografiche, scorre l’avventurosa vita della scrittrice e partigiana Joyce Salvadori Paleotti. Più conosciuta come Joyce Lussu, dal cognome del marito Emilio, rivoluzionario sardista, leader di Giustizia e libertà e poi ministro negli anni cruciali della costruzione dell’Italia nel dopo guerra. Una abitudine, quella di chiamare l’autrice di libri come Fronti e Frontiere e come L’olivastro e l’innesto, stroria di un’isola ritrovata con il cognome da sposata, invalsa anche nei manuali di storia della letteratura, ma che rischia di far torto allo spirito indomito di questa donna indipendente, allergica ai dogmi e agli steccati ideologici. (Che accettò di sposarsi con rito civile solo perché suo figlio non fosse registrato come nato da «madre ignota»). Fino alla sua scomparsa nel 1998, Joyce non smise mai di lottare contro ogni forma di fascismo e di oppressione, continuando a fare ricerca, nel rapporto vivo con le persone, spesso confrontandosi con culture lontane e diverse. Come quando, dopo aver partecipato attivamente [...]]]></description>
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		<title>Donne Pd: il Sud si salva con il lavoro femminile</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 12:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Coccoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Date un lavoro alle donne e il Sud si risolleverà. Ce ne sono oltre un milione tra giovani e adulte che vivono in una drammatica terra di nessuno: vorrebbero lavorare, mandano curriculum ovunque, chiedono invano. Emigrano pure. E si rassegnano. Ecco, se questo popolo “sommerso” finalmente riuscisse a trovare un’occupazione, il Mezzogiorno avrebbe un altro volto. E anche l’Italia. Il rapporto stretto che corre tra lavoro femminile e sviluppo della società, non è una novità. Lo hanno messo in evidenza fior di economisti in tutto il mondo, il premio Nobel Yunus in testa, sottolineando gli esempi virtuosi che possono nascere in aree derelitte come in India o in alcuni Paesi africani. Noi siamo nella stessa condizione. «La Banca d’Italia lo ha detto chiaro: il raggiungimento del 70 per cento di occupazione da parte delle donne produrrebbe nel Paese l’aumento del Pil del 7 per cento», afferma Roberta Agostini, responsabile donne Pd che ha promosso a Napoli il 17 e 18 febbraio la conferenza “Dal Sud con le donne ricostruiamo l’Italia”. «Le donne, soprattutto quelle ragazze meridionali », continua Agostini, «che hanno molto investito su di sé, studiando anche più dei maschi, sono una forza, una risorsa, che rischia di essere [...]]]></description>
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		<title>Parigi a misura di bambino</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 17:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Fotia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parigi è una piacevole influenza. Più o meno stagionale, a più riprese, si affaccia lentamente invadendo il cuore di una nostalgia capace di far prenotare un volo in una qualsiasi stagione dell&#8217;anno per raggiungerla. Si va a Parigi da innamorati, da splendidi single, con gli amici, per affari, in coppia. Si va a Parigi con i bambini. Già, la capitale francese offre anche alle famiglie in viaggio tante occasioni di divertimento. I maggiori musei della città hanno infatti creato percorsi specifici per i piccoli. Forse non tutti sanno che presso il Louvre è possibile violare il grande tabù dei musei e toccare le opere d&#8217;arte. Un percorso tattile consente di mettere le mani su copie di statue etrusche, greche e romane, al fine di apprezzarle con tutti i sensi. Chi ama le costruzioni, poi, potrà ricostruire la tanto dibattuta piramide di vetro, in un modellino, mentre l&#8217;ala egizia è stata resa gradevole dalle favole che la guida racconta su ogni oggetto che i bambini incontrano lungo il percorso. E per mantenere viva l&#8217;attenzione al Musée d&#8217;Orsay è stato allestito un atelier nel quale i bambini possono sottoporsi a quiz sull&#8217;impressionismo, guardare cartoni animati d&#8217;epoca o dedicarsi al bricolage. E se [...]]]></description>
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		<title>Euro dracma</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 12:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Mirenda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’unico regalo disinteressato alla Grecia lo farà l’anno bisestile, che concederà un giorno in più ad Atene per capire come pagare le obbligazioni in scadenza tra il 14 e il 20 marzo. Nessuna concessione invece dall’Ecofin, che ha rinviato all’ultimo momento la riunione sul piano di risanamento ellenico prevista per il 15 febbraio. Il lussemburghese Jean Claude Junker - presidente dell’Eurogruppo - e il tedesco Wolfang Schäuble, ministro delle Finanze della Merkel, hanno giudicato insufficienti le garanzie offerte dal premier greco Lucas Papademos, e preferito adottare una scappatoia («ci vediamo il 20 febbraio ») piuttosto che dar seguito alle minacce paventate fino al giorno prima. La speranza è che per quel lunedì l’esecutivo ellenico si presenti con un piano accettabile, ma soprattutto con la firma di tutti i partiti politici che lo sostengono. Altrimenti sarà difficile che il Bundestag, chiamato a votare il 27 gli aiuti alla Grecia, si esprima per un “sì”. <!--more--><br /><small>note: This content requires site login.</small>]]></description>
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		<title>Ricette da casalinga tedesca</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 12:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Mirenda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’aggettivo migliore che le hanno riservato i greci è quello di Führer, ma Angela Merkel non si scompone. Tutt’al più ricorda che, grammatica alla mano, in quanto donna lei sarebbe Führerin, condottiera. Finita a guidare l’Unione europea non per i suoi meriti ma solo perché il posto era vacante &#8211; Herman Van Rompuy e Catherine Ashton non spiccano nemmeno come figure decorative &#8211; la Merkel si stizzisce solo quando le dicono che sta gestendo la crisi finanziaria come una Hausfrau, una casalinga. Che fa i conti, guarda nel portafoglio e decide se comprare o meno un altro pacco di pasta. Un metodo che alla Cancelliera pare giustissimo, ma che gli economisti guardano con sufficienza, anche quelli più convinti della necessità di una politica di rigore. Figuriamoci quanto possa piacere ai greci, che di pacchi di pasta se ne sono visti negare tanti. Se due anni fa anziché dire di stringere la cinghia avesse consentito ad Atene di avere i fondi per ripianare il debito, oggi nessuno guarderebbe con ansia alla Grecia come al primo probabile Paese cacciato dall’euro. E se si rompesse l’Eurozona, la Merkel ne pagherebbe le conseguenze. Perché un conto è minacciare punizioni, un altro applicarle. «La Merkel [...]]]></description>
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		<title>Una toga tira l&#8217;altra</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 23:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rocco Vazzana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il puzzle delle Procure italiane si sta lentamente componendo. Tessera dopo tessera, mediazione dopo mediazione, i posti vacanti vengono assegnati o lo saranno presto. A Roma, a Napoli e in Direzione nazionale antimafia. Pezzi di un tetris che devono necessariamente incastrarsi in fretta, senza fare troppa confusione. Da Reggio a Roma Giuseppe Pignatone, capo della procura di Reggio Calabria, è stato indicato all’unanimità dalla V commissione del Consiglio superiore della magistratura per dirigere gli uffici giudiziari della Capitale. Prenderà il posto di Giancarlo Capaldo, designato reggente dopo la nomina di Giovanni Ferrara a sottosegretario del governo Monti. Pignatone ha sbaragliato ogni concorrenza grazie al buon lavoro svolto fino ad oggi in riva allo Stretto. È riuscito a compattare le correnti interne alla magistratura facendo convergere sul suo nome tutte le componenti del sindacato togato, l’Anm. Dunque Pignatone, che sul curriculum può scrivere di aver arrestato Provenzano, lascia Reggio Calabria dopo quattro anni di servizio. Anni in cui è stato in grado di far accendere i riflettori mediatici sulla punta dello Stivale. La ’ndrangheta, fino a poco tempo fa considerata sorella minore di Cosa nostra, è ormai da tutti riconosciuta come l’organizzazione criminale più potente e pericolosa d’Italia e probabilmented’Europa. Durante il [...]]]></description>
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		<title>Trani contro Wall Street</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 18:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia Tosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La procura pugliese mette sotto indagine le Big Three. Avrebbero sbagliato a declassare l&#8217;Italia e il suo sistema bancario. In modo da alterare il prezzo dei titoli La responsabilità civile sarà ancora una chimera, ma su quella penale non si discute. Se le agenzie di rating approfittano del loro potere per dare indicazioni sbagliate, o meglio, se diffondono notizie o informazioni false o fuorvianti capaci di mistificare la realtà e provocare una sensibile alterazione del prezzo degli strumenti finanziari, allora commettono market abuse. Un reato punibile con la reclusione da 1 a 6 anni. Di questo sono accusate le Big Three dalla Procura di Trani, che dalla Puglia sfida Moody’s, Standard and Poor’s e Fitch per i downgrade (i declassamenti) che hanno riguardato l’Italia tra il 2010 e oggi. Non si tratta di vendetta nazionalista né di rivolta verso il sistema, giurano da Trani. La Procura non vuole dimostrare che le agenzie abbiano creato un cartello. Anche se a finire sotto indagine sono state tutte e tre le Big, ciascuna avrebbe una specifica responsabilità. La prima, in ordine di tempo, è quella di Moody’s, che nel maggio del 2010 ha declassato il sistema bancario italiano valutando il rischio di contagio che veniva [...]]]></description>
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		<title>Lo strappo di Gramsci</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 12:35:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta Amalfitano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gramsci torna a far discutere. Gramsci teorico del ruolo guida del partito ed estimatore della Rivoluzione russa, da esportare nel resto d’Europa, o Gramsci critico del Pci e consapevole del fallimento dell’esperienza bolscevica? Due tesi che si sono alternate a più riprese, ma che con il completamento della raccolta delle Lettere (nel 1967) e poi dei Quaderni (nel 1975) si sono via via definite. In particolare dopo il 1989 e il crollo del comunismo e l’apertura degli archivi sovietici che hanno fornito agli studiosi maggior materiale da sottoporre all’analisi filologica. Frutto di questo rigore è l’opera del filosofo del linguaggio Franco Lo Piparo I due carceri di Gramsci. La prigione fascista e il labirinto comunista (Donzelli) che ripropone la tesi di uno strappo avvenuto negli anni Trenta tra Gramsci e Togliatti, tra Gramsci e il partito. Lo Piparo fonda filologicamente l’ipotesi che Togliatti abbia fatto sparire un quaderno in cui Gramsci, in libertà condizionale, avrebbe criticato la linea politica del Pci. Dalle pagine de Il Manifesto e della stessa Unità hanno subito sconfessato l’operazione rispettivamente lo studioso del pensiero politico Guido Liguori e il professore Gianni Francioni che ha «destitutito di ogni fondamento la tesi di Lo Piparo». L’immagine di un Gramsci [...]]]></description>
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		<title>Eugenio Finardi, musica ribelle a Sanremo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 11:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tiziana Barillà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eugenio Finardi torna all’Ariston con un brano contenuto nel suo ultimo lavoro Sessanta. Con lui sul palco Noa e Peppe Servillo. Il cantautore parla a left della crisi del mercato e delle idee e del suo impegno civile Con il brano “E tu lo chiami Dio”, Eugenio Finardi torna al Festival di Sanremo numero 62 al fianco di Peppe Servillo, voce degli Avion Travel, vincitori nel 1998, interpretando la canzone scritta da Roberta Di Lorenzo, una sua scoperta. Torna da editore e produttore, in partnership con le etichette indipendenti Cramps e Edel. Il brano in gara è uno dei cinque inediti contenuti in Sessanta, il triplo cd uscito il 15 febbraio, che raccoglie i pezzi più noti della sua lunga carriera. Il cantautore “ribelle” torna dal grande pubblico dopo un lungo viaggio attraverso i più diversi generi musicali: fado, blues, musica sacra, teatro di prosa, classica contemporanea. In questi anni Finardi ha attraversato la storia della musica italiana e internazionale. Senza mai dimenticare l’impegno civile e sociale. Partiamo da Sanremo, come mai ha scelto di tornare all’Ariston? Perché mi ha obbligato il mio discografico, come sempre. Solo che questa volta il mio discografico sono io. In realtà ci volevo arrivare da editore del brano, perciò l’ho proposto a vari interpreti, e uno [...]]]></description>
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		<title>Primarie con sorpresa</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 11:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia Basso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo Milano, Napoli e Cagliari, Marco Doria, sostenuto da Sel, sbaraglia le due candidate democratiche nella sfida di Genova. Il Pd costretto alla riflessione. Il 4 marzo tocca a Palermo e L’Aquila Anche questa volta l’onda arancione ha provocato uno tsunami nel Pd. Trasformando quella che pareva una sfida tra le due supercandidate democratiche in una disfatta del partito che, con nomi diversi, governa Genova da decenni. A sorpresa, nella corsa per il candidato del centrosinistra a Palazzo Tursi ha stravinto Marco Doria, l’outsider fuori dai giochi di potere. Come Giuliano Pisapia a Milano, Luigi De Magistris a Napoli e Massimo Zedda a Cagliari. Forse era immaginabile che nella città in lotta contro la chiusura dei cantieri navali, il popolo delle primarie potesse preferire il professore indipendente che parlava di lavoro, ambiente e beni comuni, a Marta Vincenzi, l’eterna amministratrice ferita dai morti dell’alluvione, e a Roberta Pinotti, la senatrice Pd che flirtava con l’Udc. Ma nessuno l’aveva previsto. E se a Milano l’irrefrenabile vento del cambiamento ha soffiato contro il centrodestra, nella rossa Genova i 25mila elettori che domenica 12 febbraio si sono messi in fila ai gazebo con temperature sotto zero hanno voluto voltare pagina con i professionisti [...]]]></description>
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