Corsa all’ultimo soldo
Negli Usa le campagne elettorali le pagano i cittadini, con microdonazioni o somme ingenti. Obama nel2008 havinto con il foundrasing on line, ma stavolta potrebbe non bastargli Le presidenziali Usa nel 2012 potrebbero costare oltre un miliardo di euro, superando così ogni record. La cifra basta a dare un idea dei costi necessari per gareggiare e vincere nel sistema elettorale più dispendioso del mondo. Pubblicità televisive, social network, sofisticati media, marketing, retail politics (rapporto diretto con gli elettori), viaggi: farsi eleggere oltreoceano diventa sempre più costoso. A sovraintendere i finanziamenti hard money, cioè quelli rivolti direttamente ai candidati è la Federal election commission [Continua...]
Nostalgia della cricca
Alemanno: con Guido non sarebbe successo. Gabrielli: non abbiamo più poteri. Bastano due fiocchi di neve, e subito spunta chi vorrebbe tornare ai tempi di Bertolaso. Quando le catastofi accadevano puntuali. Ma si potevano spendere 18 miliardi in deroga alle leggi Nostalgia canaglia. Qualche fiocco di neve e si finisce per rimpiangere persino Guido Bertolaso. Proprio lui, l’ex capo della Protezione civile, sommerso dallo scandalo della cricca dopo aver gestito per due anni i miracoli del “governo del fare”: la ricostruzione mai avvenuta a l’Aquila e la falsa soluzione dell’emergenza spazzatura a Napoli. Gianni Alemanno, nascosto dietro il suo tour de force polemico, la [Continua...]
Partiti senza responsabilità. Parla Piercamillo Davigo, ex magistrato di Mani Pulite.
«Bisognerebbe dare forma giuridica ai partiti, che oggi non ne hanno. La politica negli ultimi quindici anni non ha contrastato la corruzione ma le indagini e i processi sulla corruzione» Piercamillo Davigo oggi è un giudice di Cassazione. Vent’anni fa era una delle punte di diamante del gruppo di magistrati milanesi guidati dal procuratore Borrelli, quello che passò alla storia come il pool Mani Pulite. Dietro le sue parole nasconde a fatica l’amarezza per come le cose sono andate negli anni successivi, per l’incapacità del mondo politico di darsi degli anticorpi per evitare che la corruzione dilagasse ancora. Non può [Continua...]
Quanto vale una laurea?
Bisogna ridurre la divaricazione tra valore legale e valore reale dei titoli di studio nell’unica maniera corretta: riqualificando il sistema universitario nel suo complesso Per rispondere alla domanda bisogna rifarci all’opposizione ottocentesca tra Paese reale e Paese legale perché è questa che si ripresenta ancora una volta nella questione dell’università, dei suoi mali e dei rimedi da predisporre. Allora il Paese reale, coi suoi milioni di abitanti, fu rappresentato da una ristretta minoranza di possidenti, i soli ad avere il diritto di voto. [Continua...]
Il prezzo del prestigio
Non sfonda nemmeno nelle università private la proposta di abolire il titolo legale della laurea. Persino chi promuove in astratto la semplificazione che piace a Mario Monti, la boccia nel contesto italiano. Gli studenti che pagano svariate migliaia di euro di retta apprezzano invece l’idea di una lista degli atenei più prestigiosi. Anche perché tra i ragazzi delle private è diffusa l’ambizione di seminare gli altri. Del resto, dicono, università di serie A e B esistono già. «Nel sistema italiano l’abolizione legale del titolo non serve», dice Gianluca Nicosia, studente della Bocconi, «bisogna però riformare l’accesso ai concorsi pubblici». [Continua...]
Regole uguali per tutti. Intervista al rettore Frati
Il problema della qualità delle istituzioni lo si risolve con l’accreditamento delle università. Servono gli stessi vincoli per il pubblico e per il privato. Abolire il valore legale della laurea è un messaggio sbagliato per i giovani e i loro genitori. Parla Luigi Frati, rettore dell’ateneo più grande d’Italia, La Sapienza di Roma È autore di oltre 500 pubblicazioni su riviste internazionali, su argomenti di medicina molecolare e biotecnologie applicate al controllo del differenziamento e proliferazione cellulare e quando parla hai la netta sensazione che voglia restituirti la complessità dei problemi. “Semplificare”, a volte, significa non capire e fare danni. E [Continua...]
Tesi senza titolo
Il governo congela la riforma del valore legale del titolo di studio. Una semplificazione che può aprire alla modernità ma anche spingere verso la privatizzazione dello studio Sono giorni di grande fermento all’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur, per gli addetti). Perché il duro lavoro avviato meno di un anno fa, quello di metter voti agli atenei italiani secondo criteri di appeal internazionale, diventerebbe un mestiere a tempo pieno se si arrivasse davvero all’abolizione del valore legale della laurea. [Continua...]
Concorrenza banale
Certo che di essere comunista Monti non era mai stato accusato in vita sua. Proprio lui, Mr Monti, dal perfetto curriculum anglosassone. Invece. «Al governo sembrano certi brezneviani, che all’epoca della stagnazione sovietica affermavano che non si era fatto abbastanza socialismo», attacca l’economista Emiliano Brancaccio, docente all’università del Sannio. Perché? Perché la partita in gioco ha molto di ideologico e poco di reale. [Continua...]
Crimine senza quartiere
Roma non è Palermo. Non c’è la mafia che controlla ogni vicolo della città e chiunque può ritagliarsi uno spazio e gestirsi il business in cui si sente più portato. Nella Capitale c’è posto per tutti: criminalità organizzata o singoli balordi. Come quelli che probabilmente hanno assassinato il 4 gennaio Zhou Zeng e la figlia Joy di soli 9 mesi. Hanno colpito e sono spariti nel nulla. Oggi la comunità cinese, nonostante gli sforzi degli inquirenti, si sente in pericolo, perché nessuno è in grado di spiegare con certezza da dove sia partito l’attacco. «Non riusciamo a capire chi abbiamo [Continua...]
Capitale fuori controllo
Dopo l’ennesimo fatto di sangue, gli esperti puntano il dito contro la gestione Alemanno: «Mancano prevenzione, servizi e sovranità» Mentre la lista dei morti ammazzati per le strade romane si allunga, il sindaco Gianni Alemanno finisce sul banco degli imputati. Proprio lui che nel 2008 aveva incentrato la sua campagna elettorale sul tema della sicurezza. Esperti e protagonisti della lotta alla criminalità non hanno dubbi: se Roma sta segnando record negativi di violenza, in una scia di omicidi, sparatorie e gambizzazioni, è anche perché la città è gestita male. [Continua...]
Licenziamenti a mano libera
Rendere più facili i licenziamenti e liberalizzare il mercato del lavoro produce crescita economica e favorisce i giovani; anche perché in Italia è quasi impossibile licenziare i vecchi assunti, mentre i nuovi l’articolo 18 non sanno neppure cos’è. Due assiomi ripetuti senza sosta nel dibattito pubblico. Eppure basta solo dare un occhio a leggi e dati per accorgersi che si tratta di falsità colossali. Milioni di licenziati con l’articolo 18. Licenziare non è impossibile a causa dell’articolo 18. Altrimenti le lavoratrici della Omsa starebbero ancora producendo calze e gli operai della Fiat di Termini Imerese automobili. I metalmeccanici della Innse [Continua...]


