Il prezzo del prestigio
Non sfonda nemmeno nelle università private la proposta di abolire il titolo legale della laurea. Persino chi promuove in astratto la semplificazione che piace a Mario Monti, la boccia nel contesto italiano. Gli studenti che pagano svariate migliaia di euro di retta apprezzano invece l’idea di una lista degli atenei più prestigiosi. Anche perché tra i ragazzi delle private è diffusa l’ambizione di seminare gli altri. Del resto, dicono, università di serie A e B esistono già. «Nel sistema italiano l’abolizione legale del titolo non serve», dice Gianluca Nicosia, studente della Bocconi, «bisogna però riformare l’accesso ai concorsi pubblici». [Continua...]
Regole uguali per tutti. Intervista al rettore Frati
Il problema della qualità delle istituzioni lo si risolve con l’accreditamento delle università. Servono gli stessi vincoli per il pubblico e per il privato. Abolire il valore legale della laurea è un messaggio sbagliato per i giovani e i loro genitori. Parla Luigi Frati, rettore dell’ateneo più grande d’Italia, La Sapienza di Roma È autore di oltre 500 pubblicazioni su riviste internazionali, su argomenti di medicina molecolare e biotecnologie applicate al controllo del differenziamento e proliferazione cellulare e quando parla hai la netta sensazione che voglia restituirti la complessità dei problemi. “Semplificare”, a volte, significa non capire e fare danni. E [Continua...]
Tesi senza titolo
Il governo congela la riforma del valore legale del titolo di studio. Una semplificazione che può aprire alla modernità ma anche spingere verso la privatizzazione dello studio Sono giorni di grande fermento all’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur, per gli addetti). Perché il duro lavoro avviato meno di un anno fa, quello di metter voti agli atenei italiani secondo criteri di appeal internazionale, diventerebbe un mestiere a tempo pieno se si arrivasse davvero all’abolizione del valore legale della laurea. [Continua...]
Concorrenza banale
Certo che di essere comunista Monti non era mai stato accusato in vita sua. Proprio lui, Mr Monti, dal perfetto curriculum anglosassone. Invece. «Al governo sembrano certi brezneviani, che all’epoca della stagnazione sovietica affermavano che non si era fatto abbastanza socialismo», attacca l’economista Emiliano Brancaccio, docente all’università del Sannio. Perché? Perché la partita in gioco ha molto di ideologico e poco di reale. [Continua...]
Crimine senza quartiere
Roma non è Palermo. Non c’è la mafia che controlla ogni vicolo della città e chiunque può ritagliarsi uno spazio e gestirsi il business in cui si sente più portato. Nella Capitale c’è posto per tutti: criminalità organizzata o singoli balordi. Come quelli che probabilmente hanno assassinato il 4 gennaio Zhou Zeng e la figlia Joy di soli 9 mesi. Hanno colpito e sono spariti nel nulla. Oggi la comunità cinese, nonostante gli sforzi degli inquirenti, si sente in pericolo, perché nessuno è in grado di spiegare con certezza da dove sia partito l’attacco. «Non riusciamo a capire chi abbiamo [Continua...]
Capitale fuori controllo
Dopo l’ennesimo fatto di sangue, gli esperti puntano il dito contro la gestione Alemanno: «Mancano prevenzione, servizi e sovranità» Mentre la lista dei morti ammazzati per le strade romane si allunga, il sindaco Gianni Alemanno finisce sul banco degli imputati. Proprio lui che nel 2008 aveva incentrato la sua campagna elettorale sul tema della sicurezza. Esperti e protagonisti della lotta alla criminalità non hanno dubbi: se Roma sta segnando record negativi di violenza, in una scia di omicidi, sparatorie e gambizzazioni, è anche perché la città è gestita male. [Continua...]
Licenziamenti a mano libera
Rendere più facili i licenziamenti e liberalizzare il mercato del lavoro produce crescita economica e favorisce i giovani; anche perché in Italia è quasi impossibile licenziare i vecchi assunti, mentre i nuovi l’articolo 18 non sanno neppure cos’è. Due assiomi ripetuti senza sosta nel dibattito pubblico. Eppure basta solo dare un occhio a leggi e dati per accorgersi che si tratta di falsità colossali. Milioni di licenziati con l’articolo 18. Licenziare non è impossibile a causa dell’articolo 18. Altrimenti le lavoratrici della Omsa starebbero ancora producendo calze e gli operai della Fiat di Termini Imerese automobili. I metalmeccanici della Innse [Continua...]
La rivoluzione in un click
I dittatori non sono simpatici, ma finora non è mai stato un problema. Per conservare il potere bastavano la forza e la volontà di abusarne, condite di un po’ di propaganda. Nell’era di facebook, invece, se sei vecchio sei out. Lo sta capendo in questi giorni Putin, che ha provato a denigrare i manifestanti sostenendo che i loro fiocchi bianchi, simbolo della contestazione, sembravano preservativi. Il fronte della protesta ha apprezzato il paragone e progetta di attaccare fiocchi “dell’amore” ovunque, dalle automobili alle finestre. Il 2011 è l’anno delle rivoluzioni dal basso, anzi dal social network. É cominciato bene perché [Continua...]
Un anno in movimento
Le vittorie dei sindaci outsider, il successo dei referendum sui beni comuni, le proteste dei precari e le tante battaglie locali contro opere a forte impatto ambientale. Il 2011 è stato segnato dalla vitalità di comitati e movimenti che in molti casi hanno visto crescere i consensi sino a diventare maggioritari. Un protagonismo dal basso che dovrebbe proseguire anche nel 2012, vista la fitta agenda degli attivisti. E che reagisce alla crisi dei partiti, a corto di idee e di facce nuove, sempre meno in grado di guidare il cambiamento. [Continua...]
Lunetta Savino*: Così parlarono le donne
Nel 2011 la scintilla di una battaglia per la dignità. Tutta ancora in fieri. L’intervento di una delle fondatrici del movimento Se non ora quando? [Continua...]
Corrado Formigli*: La trappola della rete
L’informazione oggi passa tutta su Internet. Compresa quella televisiva. Così sta cambiando il modo di fare i programmi tv. Video fatti con i telefonini, twitter, facebook: tutti strumenti nuovi. Col rischio che i pareri prendano il posto delle notizie [Continua...]


