Non Reggio più
Reggio Calabria potrebbe essere il primo capoluogo di provincia d’Italia sciolto per mafia. Il Viminale ha appena inviato in riva allo Stretto una Commissione d’accesso per verificare eventuali infiltrazioni all’interno dell’amministrazione calabrese: un prefetto, un ufficiale della Guardia di Finanza e un funzionario ministeriale. Sono loro che in tre mesi – prorogabili a sei – dovranno scavare tra le maglie e le carte di palazzo San Giorgio per accertare eventuali commistioni tra ’ndrangheta e politica. Secondo l’attuale sindaco, Demetrio Arena, si tratta di un semplice controllo da cui la città uscirà a testa alta. Per gli addetti ai lavori, invece, [Continua...]
Inseguendo le cosche
Finisce sotto scorta il giovane cronista Giovanni Tizian. Giovanni aveva undici anni quando è fuggito al Nord, insieme alla sua famiglia. Perché nella sua terra, Bovalino, nel centro della Locride, la vita era diventata impossibile. I clan l’avevano detto chiaro e tondo. Col loro linguaggio. Il nonno materno, piccolo imprenditore, proprietario di un mobilificio, nel 1988 aveva assistito inerme all’incendio doloso che bruciava il suo capannone. Suo padre, Peppe Tizian, funzionario di banca, l’anno seguente era stato ucciso, sulla statale jonica, con due colpi alla testa sparati da una lupara. Omicidio rimasto impunito, proprio come l’incendio della piccola fabbrica. Solidarietà [Continua...]
Eni, diritti nel pozzo
In Kazakistan si spara sugli operai in sciopero. La polizia uccide più di dieci persone nel paradiso delle compagnie petrolifere. E gli italiani licenziano chi protesta Il petrolio non conviene alla gente. Alle aziende sì, ai governi pure, ma agli operai no. Guarda il Kazakistan, e precisamente la regione di Mangystau, un lembo di terra sul mar Caspio che trasuda greggio. Qua sono accorse come mosche le compagnie più potenti del mondo compresa l’Eni, che in questo Paese ha i suoi business più redditizi. Le multinazionali sono tutte proiettate verso Kashagan, il più grande giacimento offshore scoperto negli ultimi 30 anni, che è ben collegato a queste [Continua...]
Prigionieri di una fiction
Un Paese diviso in due, ma non a metà. Da un lato i cittadini sempre più autonomi rispetto alle direttive delle gerarchie cattoliche. Dall’altro i rappresentanti politici che, in maniera trasversale, si dimostrano incapaci di fare a meno del sostegno di uno Stato estero, Città del Vaticano, nello svolgimento delle attività istituzionali. [Continua...]
Compagnia delle tessere
Il Pdl sarà il partito degli iscritti.O almeno così di cono da via dell’Umiltà. La guerra a colpi di militanti è già iniziata, ancora prima della convocazione dei congressi comunali e provinciali. Senza Berlusconi, il partito si confronta con la democrazia, una novità per una compagine nata e cresciuta attorno al carisma di un solo uomo. «Oltre un milione di italiani hanno deciso di iscriversi al Pdl», annunciava trionfalmente Angelino Alfano poche settimane fa. Ma i numeri non servono solo a impressionare i partiti concorrenti. [Continua...]
La trincea dei sindaci. Parla Graziano Del Rio
Cercasi disperatamente strategie per governare i territori contro la macelleria sociale e culturale prodotta dalla destra. Lo sta facendo chi è in prima linea, a combattere una battaglia che non è fatta solo di cifre e numeri ma anche di idee e visioni della società. Sono i sindaci, esposti ormai da tempo alla mannaia del Governo. Questo è il momento delle scelte e dell’innovazione. Alcuni di loro, come Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli e Zedda a Cagliari, si sono già distinti per i loro programmi e i primi interventi concreti. Veri e propri laboratori di carattere politico-amministrativo stanno [Continua...]
Un piano (senza) B.
Il Pd riparte dalle larghe intese: «Noi siamo pronti a fare la nostra parte – ci dice Rosy Bindi, presidente dei Democratici -. Se lor signori si degnano, ognuno si assume la sua responsabilità. Altrimenti, a noi le elezioni non spaventano». Anche perché tra le condizioni poste dal Pd per l’esecutivo di emergenza, come ha ricordato Pier Luigi Bersani dal palco della manifestazione del 5 novembre, c’è che sia di transizione. «Penso che ci siano i presupposti per dare al Paese un governo che gestisca l’emergenza economica, prenda i provvedimenti più urgenti per arginare la crisi e porti il Paese [Continua...]
Cossiga mi disse: via D’Amelio come un colpo di Stato
Sta male, Agnese Borsellino. è appena uscita dall’ospedale dove le curano una gravissima malattia, una di quelle che spesso purtroppo non perdona. Giorni interi in un ambiente asettico, senza poter comunicare se non con i figli, e uno per volta. L’avevamo incontrata ad aprile nella casa dove ha vissuto con Paolo Borsellino. Lì tutto è rimasto com’era: la targa alla porta, il salotto buono, lo studio del magistrato in ordine. In mezzo c’è passato un ciclone che ha distrutto tutto, a cominciare dalle certezze che sembravano acquisite sulla strage di via D’Amelio. Oggi che il pentito Gaspare Spatuzza, prove alla [Continua...]

