Sindacati e partiti sono sempre più autonomi. «Nessuno può dare ordini a nessuno», dicono i dirigenti politici. Ma ad unirli ci pensano i militanti. Così, dopo il no della Cgil alla riforma Fornero, il Pd ritrova una posizione condivisa
«Un Pd che prende ordini dalla Cgil è buono per i titoli di Libero o del Giornale. Oggi tra partito e sindacato c’è un rapporto di autonomia reciproca ». Cesare Damiano, deputato democratico, già ministro del Lavoro del governo Prodi ed ex segretario generale Fiom, smentisce la tesi sempre più [Continua...]
La linea della base
Sindacati e partiti sono sempre più autonomi. «Nessuno può dare ordini a nessuno», dicono i dirigenti politici. Ma ad unirli ci pensano i militanti. Così, dopo il no della Cgil alla riforma Fornero, il Pd ritrova una posizione condivisa
«Un Pd che prende ordini dalla Cgil è buono per i titoli di Libero o del Giornale. Oggi tra partito e sindacato c’è un rapporto di autonomia reciproca ». Cesare Damiano, deputato democratico, già ministro del Lavoro del governo Prodi ed ex segretario generale Fiom, smentisce la tesi sempre più [Continua...]
Ingiusta causa
«Iscritti non ne perdiamo, questo è sicuro». Giuseppe Farina, segretario generale della Fim-Cisl sa perfettamente che la battaglia sull’articolo 18 potrebbe avere delle ripercussioni anche sulla sua organizzazione. Il rischio è che alcuni lavoratori possano voltare le spalle al sindacato di Bonanni, colpevole di troppa morbidezza nei confronti del governo. Ma Farina non teme i muscoli mostrati dalla Cgil negli ultimi giorni. Anzi, difende l’operato della Cisl e ci tiene a ricordare l’abisso che divide la sua organizzazione dal maggior sindacato italiano. Eppure, la determinazione di Susanna Camusso contro la riforma del lavoro presentata dal governo Monti rischia di creare [Continua...]
Libertà di discriminare
Ecco perché senza articolo 18 sarà impossibile rivendicare qualsiasi diritto. Parlano avvocati e lavoratori Non vogliono cancellare solo l’articolo 18. Il governo non vuole limitarsi a liberalizzare i licenziamenti in assenza di motivi economici o disciplinari. Senza l’articolo 18 salta l’intera architettura del diritto del lavoro: le norme che stabiliscono i limiti all’abuso di contratti precari e il diritto a organizzarsi in sindacato, a un giusto salario, a non essere demansionati, a non subire discriminazioni. «L’articolo 18 è una formidabile norma antiricatto. Perché tutti i diritti stabiliti dalla legge restano sulla carta se un minuto dopo il datore di lavoro [Continua...]
La priorità non è l’articolo 18
L’imprenditore Massimiliano Galante: «Il governo ha fatto bene a eliminare rigidità anacronistiche. Maggiore flessibilità in uscita renderà più facili anche le assunzioni. Ma avrei preferito una riduzione delle tasse sul lavoro» «La giusta causa di fatto non era sufficiente per licenziare». Massimiliano Galante, ex presidente del gruppo giovani imprenditori di Unindustria Venezia e leader di un’azienda che costruisce macchine per l’edilizia, è favorevole alla riforma dell’articolo 18 perché «quel matrimonio indissolubile che è il contratto di lavoro a tempo indeterminato, a specifiche condizioni e specifici costi, deve poter essere sciolto». Ma, precisa, non era certo questa la priorità. «L’entrata nel [Continua...]
Licenziamenti a mano libera
Rendere più facili i licenziamenti e liberalizzare il mercato del lavoro produce crescita economica e favorisce i giovani; anche perché in Italia è quasi impossibile licenziare i vecchi assunti, mentre i nuovi l’articolo 18 non sanno neppure cos’è. Due assiomi ripetuti senza sosta nel dibattito pubblico. Eppure basta solo dare un occhio a leggi e dati per accorgersi che si tratta di falsità colossali. Milioni di licenziati con l’articolo 18. Licenziare non è impossibile a causa dell’articolo 18. Altrimenti le lavoratrici della Omsa starebbero ancora producendo calze e gli operai della Fiat di Termini Imerese automobili. I metalmeccanici della Innse [Continua...]

