La macchina del fango ha un buco nella gomma
Il nome di Luigi Saviano spunta nell’intercettazione di un’inchiesta. È solo un omonimo del padre dello scrittore. Ma la rotativa della calunnia era già in moto Non credevano ai loro occhi a Libero e Il Giornale quando qualcuno gli ha fatto notare che nelle 1.200 pagine di un’ordinanza di custodia cautelare per un’inchiesta su camorra e imprenditori c’era anche il nome di Luigi Saviano. E che nelle intercettazioni ci sono due righe in cui due cancellieri di una commissione tributaria di Napoli parlano di questa persona proprio come del papà di Roberto Saviano. La storia risale al 2009, ma i giornali [Continua...]
Appalti di ferro all’Aquila
Lo scandalo è scoppiato sulle pagine dei giornali locali di Teramo. Ma in pochi passaggi si arriva subito nel cantiere più grande d’Europa: L’Aquila, la città da rimettere in piedi dopo il terremoto del 6 aprile 2009. E il tema è di quelli che scottano: infiltrazione della camorra nei lavori di ricostruzione. [Continua...]
Crimine senza quartiere
Roma non è Palermo. Non c’è la mafia che controlla ogni vicolo della città e chiunque può ritagliarsi uno spazio e gestirsi il business in cui si sente più portato. Nella Capitale c’è posto per tutti: criminalità organizzata o singoli balordi. Come quelli che probabilmente hanno assassinato il 4 gennaio Zhou Zeng e la figlia Joy di soli 9 mesi. Hanno colpito e sono spariti nel nulla. Oggi la comunità cinese, nonostante gli sforzi degli inquirenti, si sente in pericolo, perché nessuno è in grado di spiegare con certezza da dove sia partito l’attacco. «Non riusciamo a capire chi abbiamo [Continua...]
Inseguendo le cosche
Finisce sotto scorta il giovane cronista Giovanni Tizian. Giovanni aveva undici anni quando è fuggito al Nord, insieme alla sua famiglia. Perché nella sua terra, Bovalino, nel centro della Locride, la vita era diventata impossibile. I clan l’avevano detto chiaro e tondo. Col loro linguaggio. Il nonno materno, piccolo imprenditore, proprietario di un mobilificio, nel 1988 aveva assistito inerme all’incendio doloso che bruciava il suo capannone. Suo padre, Peppe Tizian, funzionario di banca, l’anno seguente era stato ucciso, sulla statale jonica, con due colpi alla testa sparati da una lupara. Omicidio rimasto impunito, proprio come l’incendio della piccola fabbrica. Solidarietà [Continua...]

