La rivoluzione in un click
I dittatori non sono simpatici, ma finora non è mai stato un problema. Per conservare il potere bastavano la forza e la volontà di abusarne, condite di un po’ di propaganda. Nell’era di facebook, invece, se sei vecchio sei out. Lo sta capendo in questi giorni Putin, che ha provato a denigrare i manifestanti sostenendo che i loro fiocchi bianchi, simbolo della contestazione, sembravano preservativi. Il fronte della protesta ha apprezzato il paragone e progetta di attaccare fiocchi “dell’amore” ovunque, dalle automobili alle finestre. Il 2011 è l’anno delle rivoluzioni dal basso, anzi dal social network. É cominciato bene perché [Continua...]
A mani vuote
Tra Tunisi e Rabat ci sono 1.580 chilometri, ma gli islamisti del Parti de la justice et du développement (Pjd) sperano che l’onda lunga di Ennahdha riesca a raggiungere anche il Marocco, e consegni loro la vittoria alle elezioni del 25 novembre. I giovani del Movimento 20 febbraio (M20F), invece, a votare non ci andranno nemmeno. Per loro l’esperienza tunisina dimostra solo che non c’è rivoluzione che tenga: il potere, quello vero, resta sempre nelle mani dei soliti. Che potranno cambiare casacca, partito, nomi e idee, ma restano sempre gli stessi, chiusi a ogni cambiamento che non sia quello climatico. [Continua...]


