Un paese veloce, moderno, e trasparente. Nel quale non sia necessario attendere tempi biblici per il più comune dei certificati. Dove non ci siano vittime di ingorghi burocratici di marca kafkiana. Con una Pubblica amministrazione efficiente, vicina ai cittadini. In breve, un paese non più sommerso da cumuli di carta, ma che si muova, agile ed efficiente, in Rete. Un sogno che l’Italia insegue da decenni. Il primo a parlare di “rivoluzione digitale” fu Franco Bassanini, Ministro della Funzione pubblica del I governo Prodi. Correva l’anno 1996. Nel 2001 il II governo Berlusconi istituì addirittura un ministero apposito: Innovazione e tecnologie.  [Continua...]