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Libia anno primo

Libia anno primo

La sintesi della Primavera magrebina arriva in un tweet: «Chi dà la colpa alla rivoluzione libica per il caos in Libia e in Africa dà all’ago la colpa del pus». Tra tutte le rivoluzioni scoppiate l’anno scorso e terminate con la deposizione di un dittatore, quella libica è stata la più cruenta e quella che più ha coinvolto i Paesi occidentali, intervenuti con le armi a sostegno dei ribelli. L’informazione in Italia non è però stata all’altezza: sono circolati perlopiù slogan pro o contro la Nato, resoconti di prese di posizioni di politici occidentali, stereotipi ripescati dal mondo coloniale e  [Continua...]
A colpi di umanità

A colpi di umanità

Un anno fa l’intervento Nato in Libia, figlio di una teoria secondo la quale un’operazione militare aiuta la popolazione locale. Oggi i numeri dimostrano il contrario È nato negli anni Novanta ma è adesso che va veramente di moda. L’intervento umanitario è l’arte contemporanea di fare la guerra fingendo di voler salvare la popolazione: quella libica un anno fa, quella siriana – forse – nei prossimi mesi. Anche l’invasione dell’Iraq doveva servire a difendere gli iracheni, uccidendone più di 30mila tra quelli considerati nemici e 16mila tra gli amici. Ma soprattutto facendone fuori più di 100mila del gruppo più pericoloso: i  [Continua...]
Libia, il Paese che non c'è

Libia, il Paese che non c’è

Avere un’arma non garantisce la vita, però aiuta a posticipare il proprio funerale. In Libia un fucile carico è più prezioso di una carta di credito: sono le milizie a governare il territorio, e il solo rapporto che vale è quello di forza. La denuncia di Amnesty international è arrivata a un anno dall’inizio delle rivolte a Bengasi, e fa seguito ad analoghi rapporti pubblicati sia dalla stessa Amnesty che da altre organizzazioni internazionali. Dopo l’ubriacatura mediatica dei primi giorni post rivolta – quando parlar male dei ribelli era proibito e le truppe di Misurata erano composte solo di eroi  [Continua...]
Dove osano i migranti

Dove osano i migranti

Ci voleva Strasburgo per far riflettere Bruxelles. Se l’Unione europea in tema di migrazioni non riesce ancora a formulare una politica chiara e comune, il Consiglio d’Europa – o meglio la sua Corte per i diritti umani – almeno un punto fermo l’ha messo: i respingimenti collettivi sono illegittimi, perché vìolano almeno due articoli della Convenzione sui diritti umani, nonché uno dei suoi protocolli aggiuntivi. La sentenza emessa il 23 febbraio nel caso Hirsi vs Italia «è destinata a fare giurisprudenza per il futuro», sostiene Anton Giulio Lana, l’avvocato del Consiglio italiano per i rifugiati che ha curato l’esposto davanti  [Continua...]

I sommersi e i salvati

 Nel 2011 migliaia di giovani africani in fuga dalle violenze e dalla guerra sono sbarcati sulle coste italiane. L’anno dopo è la volta dei genitori, giunti sulla penisola per avere notizie dei propri figli: sicuramente arrivati nel nostro Paese, non se ne ha più traccia da mesi. Vogliono informazioni da uno Stato che balbetta imbarazzato. Il timore è che siano rinchiusi nei Cie, o in qualche struttura della Protezione civile, o addirittura in carcere. Era l’11 febbraio 2011 quando venne dichiarata l’emergenza nazionale e si stanziarono trenta milioni di euro in favore della Protezione civile, che avrebbe dovuto predisporre “strutture  [Continua...]
Fronte del Sahara

Fronte del Sahara

La scelta è tra attraversare il mare che li separa dall’Europa o il deserto che ne delimita i confini interni. Oppure riuscire nell’intento di fare entrambe le cose: allearsi dimenticando le divergenze e porsi come un unicum davanti alla Ue, rivendicando l’identità araba come trait-d’union. Per Libia, Tunisia, Marocco, Algeria e Mauritania – i Paesi che compongono l’Unione per il Maghreb arabo – i prossimi mesi potrebbero essere decisivi per stabilire le alleanze migliori. Nell’attesa, è bene provare entrambe le strade. Così, mentre il 17 febbraio a Rabat si è celebrata una ritrovata intesa regionale tra i Paesi maghrebini, il  [Continua...]
L'Italia cambia missione

L’Italia cambia missione

La proroga del nostro impegno all’estero segna un’inversione di tendenza: più soldi alla cooperazione e più militari là dove contiamo. Ma in Libia e Somalia sarà difficile aiutare governi inesistenti     Quando è arrivato il governo tecnico, alla Farnesina si sono comprati la playstation: senza politici, pensavano, avremo un sacco di tempo libero e nessuna strategia estera. A distanza di due mesi i diplomatici hanno dovuto cambiare programma. Il governo Monti non ha soltanto una strategia, ma anche tutte le intenzioni di segnare un’inversione di tendenza, almeno a giudicare dalla proroga del decreto sulle missioni internazionali che è stata discussa il 31 gennaio alla Camera. Innanzitutto la durata: un anno invece  [Continua...]
La rivoluzione in un click

La rivoluzione in un click

I dittatori non sono simpatici, ma finora non è mai stato un problema. Per conservare il potere bastavano la forza e la volontà di abusarne, condite di un po’ di propaganda. Nell’era di facebook, invece, se sei vecchio sei out. Lo sta capendo in questi giorni Putin, che ha provato a denigrare i manifestanti sostenendo che i loro fiocchi bianchi, simbolo della contestazione, sembravano preservativi. Il fronte della protesta ha apprezzato il paragone e progetta di attaccare fiocchi “dell’amore” ovunque, dalle automobili alle finestre. Il 2011 è l’anno delle rivoluzioni dal basso, anzi dal social network. É cominciato bene perché  [Continua...]
Laura Boldrini: l'Italia non deve avere paura. Intervista alla portavoce Unhcr

Laura Boldrini: l’Italia non deve avere paura. Intervista alla portavoce Unhcr

A fare confusione tra rifugiati politici e migranti economici sono in troppi. Il rischio è ancora più evidente dopo la Primavera araba e la guerra in Libia, due eventi che hanno scoperchiato il vaso di Pandora del malessere facendo giungere alle porte dell’Europa chi era già in fuga all’interno del Mediterraneo. Ne parliamo con Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i Rifugiati (Unhcr), che in questa intervista a left parla di rifugiati, ma anche degli altri stranieri che vivono il nostro Paese e di come gli italiani vivono questa fase.  [Continua...]

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