Franco Loi: la poesia è conoscenza
Anche il poeta si accorge dell’Italia scunda «che laura e se despera». Nella lingua milanese, morbida come il suono di un flauto, Franco Loi canta dell’Italia nascosta «che lavora e si dispera». E va ancora più a fondo, senza alcun pudore, a cercare con le parole le cause del «mal». Che non è il «dulur», né tantomeno «la paura o la desgrassia / vèss pòer o ferì, / andà bèl biott…» (la paura o la disgrazia, essere povero o ferito, andare del tutto nudo), ma «despèrdess ne la nèbia del savè» (disperdersi nella nebbia del sapere). Loi ha da poco [Continua...]
Lello Voce: la fragile rivoluzione della poesia
«Ciò che è fragile è tagliente definitivamente imprevedibile intelligente…». Il canto si conclude così, la voce del poeta lancia l’ultima parola, la musica delle percussioni tace. Ma prima ha raccontato «perché sulle gru sui tetti al colosseo al senato all’università perché per pensare parlare sognare fare figli perché più che mai occorre fare di tutti i fasci un’erba ricordarsi della memoria e di chi la serba». Sono frasi dalla poesia “La rivoluzione fragile” che, tra gli ultimi scritti di Lello Voce, è un po’ una sintesi, una rappresentazione dell’opera Piccola cucina cannibale, il lavoro del “padre” italiano del poetry slam, [Continua...]
L’avventura di Joyce, partigiana e scrittrice
Il 23 febbraio torna in libreria per le edizioni de L’Asino d’oro l’autobiografia di Joyce Lussu, con una appassionata prefazione di Giulia Ingrao Come in un romanzo. Ma ancora più potente, perché nelle pagine di Portrait, in rapide sequenze cinematografiche, scorre l’avventurosa vita della scrittrice e partigiana Joyce Salvadori Paleotti. Più conosciuta come Joyce Lussu, dal cognome del marito Emilio, rivoluzionario sardista, leader di Giustizia e libertà e poi ministro negli anni cruciali della costruzione dell’Italia nel dopo guerra. Una abitudine, quella di chiamare l’autrice di libri come Fronti e Frontiere e come L’olivastro e l’innesto, stroria di un’isola ritrovata [Continua...]
Wislawa Szymborska, la poesia intensa della vita
Il poeta costruisce l’inafferrabile, fabbrica immagini impalpabili misteriose e fragili, crea strappi, sospensioni, emozioni, forse chissà, pensieri nuovi. Se tutto questo accade attraverso parole comuni, lontane dall’artificio, il poeta è immenso. Wislawa Szymborska, la grande poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996, scomparsa due giorni fa a Cracovia lo era. Ne hanno parlato in molti, io vorrei solo aggiungere una postilla. La grande poetessa l’ho incontrata cinque anni fa in un’antica biblioteca: era circondata da una folla di giovani. Si sentiva, nell’aria, quasi si toccava, l’amore – si può usare questa parola? – per quella piccola, esile signora [Continua...]


