Pil, prezzi dell’energia e mercato del lavoro. Perché l’Italia non regge il confronto con la Spagna

L'Ocse rivede al ribasso le previsioni di crescita per l'Italia: +0,4%, contro il +2,1% della Spagna. Un divario che non si spiega con la congiuntura internazionale, ma con l'assenza di politica energetica e industriale del governo Meloni

Senza potere non esistono

Persone che se non fossero parlamentari, se dovessero confrontarsi con il normale mondo del lavoro

Su Gaza e la Cisgiordania, la stretta finale di Israele

In Israele, una legge sulla pena di morte pensata per colpire i palestinesi. Intanto a Gaza si continua a morire e in Cisgiordania avanza la violenza dei coloni. Rompiamo il silenzio. Il 26 marzo Voci per la Palestina al Monk di Roma

IN EDICOLA

Editoriale
La strategia dell’eversione
Simona Maggiorelli

Editoriale
Un No giusto e necessario
Matteo Fago

Tre sberle in quarantotto ore: Nordio è ancora lì

Il ministro resta al suo posto mentre il bilancio negativo si accumula. L'abuso d'ufficio cancellato, ora da ripristinare per obbligo europeo

A uscirne scassata è lei

Il sottosegretario, la capa di gabinetto, la ministra: li ha scelti lei

Facevano politicamente schifo ma almeno vincevano. Da sconfitti fanno schifo uguale

Grazie agli italiani che hanno votato. Grazie ai giovani. Grazie al Sud

Il voto dei forti e il divieto per i deboli

Questo è un referendum senza quorum. Ogni voto pesa esattamente quanto vale. Sottrarre rappresentanti al No è sottrarre voti al No. Chi doveva vigilare ha guardato altrove

Diario del convoglio europeo per Cuba, dalla parte dell’umanità – giorno 3

All'improvviso un grido secco e rapido ci distrae dalle trattative all'interno della casa. Il ritorno della luce è accolto con gioia

A sua insaputa

Perché un sottosegretario alla Giustizia, penalista, apre una srl con una diciottenne figlia di un uomo nell'orbita della Dda?

Diario del convoglio europeo per Cuba, dalla parte dell’umanità – giorno 2

Cuba è illuminata al 50 per cento e la priorità è data alle strutture scolastiche, sanitarie e alle produzioni fondamentali.

Quale libertà per il popolo iraniano se l’obiettivo delle bombe di Trump e Netanyahu è insediare un altro regime?

L’unica chance di una risoluzione della guerra che lasci qualche speranza al popolo iraniano potrebbe essere quella di un intervento diplomatico dell’Europa che però permane divisa e balbettante di fronte alla violenza di Trump