Le larghe intese che tengono in piedi le sorti del governo del Paese non sono mai state testate alle urne. Per questo la Calabria doveva essere il primo laboratorio importante in cui saggiare il gradimento degli elettori nei confronti del matrimonio tra Pd e Nuovo centrodestra. Lo voleva il partito di Alfano e lo voleva, a modo suo, anche il Nazareno.

Per costruire il Partito della nazione bisogna partire da quello della regione. A novembre, infatti, si vota per le Regionali e i seguaci di Angelino hanno addirittura paventato una crisi di governo in caso di mancato apparentamento col Pd. Sì, perché il Nuovo centrodestra calabrese è in grado di minacciare persino la tenuta dell’esecutivo, grazie a un pugno di senatori pronti a muoversi a un cenno di Antonio Gentile, coordinatore regionale del partito salito agli onori delle cronache nazionali nel marzo scorso, quando una campagna stampa promossa dai più autorevoli quotidiani italiani lo costrinse a dimettersi dalla carica di sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti. Motivo dell’indignazione: l’accusa di aver bloccato l’uscita in edicola di un quotidiano locale, L’Ora della Calabria, per evitare che venisse data la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di suo figlio.

Ora Gentile torna a far parlare di sé avanzando però una richiesta legittima: formalizzare le nozze tra Alfano e Renzi anche in Calabria. Un’aspirazione assecondata senza dare nell’occhio anche dal Pd che per la regione più a Sud della Penisola non aveva escluso l’ipotesi di un accordo con l’Ncd. Anzi, l’idea di esportare le larghe intese è testimoniata da un sondaggio commissionato dal Nazareno a settembre, quando ancora non si conosceva il nome del vincitore delle primarie del centrosinistra calabrese. Tra le domande che l’istituto Swg proponeva al campione di elettori, figurava questa: «Se il Nuovo Centrodestra decidesse di appoggiare Gianluca Callipo (candidato renziano alle primarie, ndr) entrando in coalizione con il Pd, a quale dei seguenti candidati presidenti darebbe il suo voto?».

l’articolo integrale su left in edicola da sabato 1 novembre 2014

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