A come Appalto Le organizzazioni criminali vivono di denaro pubblico. Si tratta di capitalismo parassitario allo stato puro. E Mafia Capitale, ovviamente, non è da meno a nessuno da questo punto di vista. Basti pensare che nelle oltre mille pagine di ordinanza, firmate dal Gip Flavia Costantini, la parola “appalto” compare ben 195 volte. La parola “droga” solo 20.

B come Banda della Magliana. Il pedigree criminale di Massimo Carminati, considerato il boss dell’organizzazione, è di quelli importanti. Se i primi passi li muove in mezzo ai neofascisti dei Nar, il vero “praticantato” di malavita er Cecato lo svolge presso la Banda della Magliana. Perché Carminati non è un camerata qualunque, è un imprenditore. E mette il suo gruppo al servizio di Franco Giuseppucci (“il Libanese” di Romanzo Criminale) per «riciclare nelle attività delittuose della Banda i proventi delle rapine compiute dagli affiliati ai Nar e di lucrare sui prestiti “a strozzo” delle liquidità ricavate», scrivono i magistrati. Ma i neofascisti hanno sempre grandi ideali, per questo gli uomini di Carminati non si limitano a dare una mano economica, assicurano alla Banda anche «l’indispensabile attività di “recupero crediti” e, ove richiesto, azioni violente su commissione consentendo alla Banda stessa di sottrarsi all’attenzione di cui era circondata».

C come Carcere. Non solo perché buona parte dei protagonisti dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” ora soggiorna a Regina Coeli, ma soprattutto perché è tra le sbarre che viene concepita la “Cooperativa 29 giugno” di Salvatore Buzzi, braccio economico di Massimo Carminati. Dopo aver scontato una pena per omicidio, infatti, Buzzi fonda una cooperativa considerata “rossa” che si pone come obiettivo il reinserimento sociale degli ex detenuti. Nei fatti si trasforma in una delle attività più remunerative della consorteria criminale che fa man bassa di appalti pubblici indetti dal Comune: 174 in dieci anni. Senza considerare quelli di Ama. Con quei soldi Buzzi compra politici e funzionari che a loro volta pilotano le assegnazioni e generano nuovo flusso. «Tu devi essere bravo perché la cooperativa campa di politica, perché il lavoro che faccio io lo fanno in tanti, perché lo devo fare io? Finanzio giornali, faccio pubblicità, finanzio eventi, pago segretaria, pago cena, pago manifesti, lunedì c’ho una cena da ventimila euro pensa…questo è il momento che paghi di più perché stanno le elezioni comunali».

D come “Dio buono” Chi non paga un prestito merita un trattamento speciale. Come quello che viene riservato al gioielliere Raimondo Pirro. Dopo aver subito un’aggressione con tanto di costole fratturate, il commerciante implora Riccardo Brugia e Massimo Carminati di concedergli un po’ di tempo. Brugia, fingendo comprensione, replica: «Non me fa’ veni’ a casa non me fa’ scomoda’… te prego, ti chiedo cortesia queste cose non me fa’… tu non c’hai i soldi per far la spesa figlio mio ma io che devo fa’… Raimondo». È a questo punto che interviene irritato il boss: «È un classico che non c’ha i soldi per fare la spesa….dio buono…che noia… c’ho il cuore debole…non piangere che c’ho il cuore debole…cioè», dice Carminati. «Se poi morono si costituiscono parte civile però… tutta la famiglia eh».

E come Emergenza. Un classico delle truffe all’italiana. L’emergenza è da sempre terreno fertile per cricche organizzate. E Mafia Capitale non fa eccezione. “Emergenza nomadi”, “emergenza sbarchi minori non accompagnati dal Nord Africa, “emergenza abitativa”, “emergenza neve”. Sono solo alcuni degli allarmi che portano liquidi nelle casse del gruppo.

F come Finmeccanica. «Lo sai perché Massimo (Carminati, ndr) è intoccabile? Perché era lui che portava i soldi per Finmeccanica! Bustoni di soldi! A tutti li ha portati Massimo! Non mi dice i nomi perché non me li dice… tutti! Finmeccanica! Ecco perché ogni tanto adesso… 4 milioni dentro le buste! 4 milioni! Alla fine mi ha detto Massimo “è sicuro che l’ho portati a tutti! Tutti! Pure a Rifondazione!”». Er Cecato, secondo quanto dice Salvatore Buzzi in questa intercettazione ambientale, ha agganci importanti. Una tesi confermata dal Gip Flavia Costantini, secondo cui «il gruppo riusciva a toccare quelle realtà che agiscono nell’economia e che dalle istituzioni dipendono». E che Carminati abbia relazioni di peso è fuor di dubbio: il 13 giugno del 2013 incontra Paolo Pozzessere, ex direttore commerciale di Finmeccanica. I due si danno appuntamento nel retrobottega di un distributore di benzina – che per l’ex Nar è come un ufficio – e chiacchierano per un’oretta. Una conversazione registrata in cui Carminati mostra una conoscenza dettagliatissima delle dinamiche interne a Finmeccanica.

G come Giornalisti Anche se lo chiamano Er Cecato, Massimo Carminati è uno che legge molto. Soprattutto i giornali. E non gli è sfuggito l’articolo di Lirio Abbate su l’Espresso del 7 dicembre del 2012, dal titolo I quattro re di Roma. In copertina, le foto dell’ex Nar, di Michele Senese, Giuseppe Fasciani e Giuseppe Casamonica. Lì per lì Carminati si sente quasi lusingato e considera l’articolo anche positivo per gli affari, una sorta di pubblicità gratuita: «guarda…ma questo…sul lavoro…sul lavoro nostro…sono pure…cose buone», spiega al telefono a Riccardo Brugia, considerato il braccio armato del boss e responsabile del “recupero crediti” dell’organizzazione. Ma, narcisismo a parte, Carminati non tollera le inesattezze e in un’altra conversazione precisa: «Finché mi dicono che sono il re di Roma mi sta pure bene, come l’imperatore Adriano però sugli stupefacenti non transigo, lunedì voglio andare a parlare col Procuratore Capo e dirgli: se sono il capo degli stupefacenti a Roma mi devi arrestare immediatamente. Non so chi c… è questo Abbate, questo infame pezzo di m… finché mi accusano di omicidi…ma la droga no…come trovo il giornalista gli fratturo la faccia… tanto sarà scortato, così gli aumentano pure la scorta».

H come Hulk. Compare persino l’eroe verde nell’inchiesta sul Mondo di Mezzo. A nominarlo è Giovanni De Carlo, considerato pezzo grosso del panorama criminale capitolino. Secondo gli inquirenti, è lui a mantenere i rapporti coi vip. Tra questi, il noto conduttore Teo Mammuccari che lo contatterebbe per trovare una sostanza dopante: il Gh, un ormone della crescita ideale per aumentare la massa muscolare. «Oh Giovannò…me dai una mano con quella cosa che t’ho chiesto?», chiede lo showman definendo scherzosamente il suo interlocutore un «chiacchierone» a causa del ritardo. «Sono un chiacchierone», replica De Carlo, «ma almeno non spiattello i cavoli tua in giro..non dico che vuoi diventà Hulk capito?».

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