Sesso, droga e musica classica. Niente rock n’roll, ma archi, percussioni, fiati e Gael Garcia Bernal, il giovane Che dei Diari della Motocicletta, come direttore d’orchestra.

A sdoganare l’idea della classica come musica d’ancien regime è Mozart in the jungle la nuova serie tv prodotta da Amazon, un altro dei grandi colossi web che nella produzione di video serial ha visto un business degno di grandi investimenti. E, a quanto pare, già foriero anche di ottimi risultati, visto che il leader mondiale dell’e-commerce si è già distinto sui red carpet portando a casa due Golden Globe con Trasparent e promettenti collaborazioni con mostri sacri della regia come Ridley Scott e Woody Allen.

I primi 10 episodi di Mozart in the jungle sono stati messi online su amazon.com, tutti e 10 in una volta sola, il 23 dicembre. Un regalo di Natale firmato da Roman Coppola, Paul Weitz che, a quanto pare, non hanno paura di raccontare al grande pubblico il mondo di nicchia della classica.

Tra musicisti in attesa dell’occasione della vita, vecchi direttori d’orchestra restii al pensionamento, giovani conduttori dal fascino latino, violoncelliste ninfomani e party alcolici in cui ci si sfida all’ultima nota, Mozart in the jungle ci getta nel bel mezzo dell’arena, o meglio, nella buca d’orchestra.

Al centro dello spettacolo passione, fortuna e grandi aspirazioni, condite da una buona dose di sex appeal. Belli e dannati, quasi fossero usciti 100anni dopo dalla New York di Fitzgerald, i personaggi di Mozart riescono a essere un buon ritratto, per quanto stereotipato, degli abitanti di NYC e – come è avvenuto con Girls, e a fine anni 90 con Sex & the city – il pubblico premia una resa fedele della Grande Mela.

Un po’ perché chi la conosce ci si ritrova e un po’ perché chi non ci è mai stato può sognare qualcosa non troppo distante dalla realtà. Complici della riuscita dell’impresa, oltre al cast d’eccezione, una regia accattivante e la durata del format, 30 minuti a puntata. Il tempo perfetto per farci gustare la trama e lasciarci con un immancabile cliff hanger, curiosi di vedere subito l’episodio successivo.

È proprio questo elemento a farci capire quanto amazon.com abbia intercettato le nuove abitudini di consumo “bulimiche” degli appassionati di serial e, soprattutto, quan- to corrisponda a questa strategia anche la messa online contemporanea di tutte le puntate della serie.

Insomma addio vecchia cadenza settimanale, Amazon sembra essere convinto che il telespettatore voglia tutto e tutto subito ed è pronto a rispondere con un’offerta di prodotti eccellente. Se con Trasparent il colosso dell’e-commerce è riuscito a stupire e a arrivare sulla vetta dove dominava incontrastato Netflix, con Mozart in the jungle conferma il terreno acquisito.

Gli esiti non sono brillanti come nel primo caso, ma sicuramente la serie si fa apprezzare, anche se resta decisamente ancora poco chiacchierata e conosciuta dal pubblico italiano. Per vederla e rimediare alle lacune del palinsesto la risposta, come sempre, è online.

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