«Ero in mezzo a una bufera di neve e non sono riuscito a rispondere». Tiziano Testa (nella foto) è figlio di uno degli ultimi pastori di Pescasseroli, di quelli che facevano la transumanza attraversando la “via di mezzo”, il tratturo storico che portava le pecore fino al Tavoliere delle Puglie.

La neve la conosce bene Tiziano, e contrariamente al padre quando c’è non se ne lamenta. Anzi. Con il fratello gestisce una pasticceria nel paesino aquilano e quando può accompagna i turisti in montagna, quindi ben venga il manto bianco. «Qualche anno fa volevo andar via, non riuscivo a trovare un equilibrio» racconta. «Poi ho riflettuto sul senso della mia presenza qui; me lo hanno insegnato i pastori, che con i loro continui viaggi, con la transumanza, portavano storie ed esperienze da altre culture, erano le menti più aperte del paese». Un tramite con “il mondo là fuori” che ha dato ossigeno alla comunità. «Poi i pastori sono spariti e con loro un’economia che dava identità al territorio. Noi rischiavamo di rimanere senza i nostri “portatori di ossigeno”, travolti da un’offerta turistica mordi e fuggi, fatta di impianti di risalita e nuovi alberghi, ormai semivuoti».

Da qui l’idea di puntare sul turismo lento del camminare, ripercorrere con i visitatori le tappe della transumanza, riappropriarsi del passato mettendolo al servizio del futuro. «Così è nata la “Via di mezzo”, camminate lungo i territori del Parco nazionale cui si affiancano presenta- zioni di libri, degustazioni, concerti, spettacoli dal vivo. Sempre all’insegna del “respiro” e della contaminazione». Non mera custodia della tradizione ma rilettura alla luce della modernità. «Assieme alla cultura, il turismo di qualità, fatto di relazioni prima che di fatturato, è la chiave per restituire identità a territori come il nostro. E noi siamo i pastori del XXI secolo» conclude Testa.

L’appuntamento con la quarta edizione della Via di Mezzo è per il secondo fine settimana di giugno: http://viadimezzo.federtrek.org

 @RaffaeleLupoli

Commenti

commenti