Che succede se decidi di raccontare la storia di una ragazza bianca del Connecticut che all’improvviso si vede sbattuta dietro le sbarre di un carcere femminile? Che succede se lasci al di là delle sbarre il suo fidanzato e al di qua metti invece la sua ex ragazza? Quella che faceva il corriere per un grosso narcotrafficante e per cui lei, americana bianca di buona famiglia, aveva preso una sbandata ai tempi del college quando pensava che la sperimentazione facesse parte del building romance di ogni ragazza per bene.

Cosa succede? Succede che fai una serie di culto come Orange is the new black, il comedy drama prodotto da Netflix, ispirato alle memorie di Piper Kerman “Orange Is the New Black: l’anno che ho trascorso in una prigione femminile”. Ora, dopo due stagioni fenomenali in cui ha vinto tutto quello che poteva essere vinto, Oitb – questo l’acronimo della serie utilizzato dai fan per twittare in diretta i loro commenti alla puntata – ritorna in tv il 6 giugno con una terza serie.

Le attese del pubblico sono altissime tanto che la casa di produzione Netflix ha cominciato a rilasciare in rete una serie di anticipazioni per ammansire i fan, ansiosi di tornare dietro le sbarre in compagnia delle loro eroine. La vera forza di Orange is the new Black sta nelle storie. Non solo in quella dello strano triangolo sentimentale che coinvolge la protagonista, eternamente indecisa fra Larry e Alex, ma ancora di più in quelle delle altre ospiti del carcere, raccontate con flashback che, dando profondità e spessore ai personaggi, per un attimo riescono a farli evadere dalle celle di Litchfield.

Le vite delle detenute parlano di disagio, emarginazione, crisi di identità, droga, sogni infranti e povertà. Ma soprattutto tracciano e descrivono un confine sottile fra giusto e sbagliato, fatto di “piccoli” errori, equilibri che si sbilanciano e situazioni che sfuggono di mano fino a diventare tanto grandi da travolgere un’esistenza intera.

Di episodio in episodio, il carcere si rivela essere solo la tappa di un viaggio. La spiaggia dove si è approdati dopo un naufragio e dove bisogna resistere per poter un giorno tornare a casa, in un modo o nell’altro. E Piper e compagne, novelle Crusoe naufraghe sull’isola del crimine, imparano ben presto che si sopravvive solo insieme e solo se si condivide quello che si ha. Più di tutto se si è capaci di ricreare una famiglia e tenere viva la propria umanità.

@GioGolightly

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