Quando i Punkreas sono nati, i Sex Pistols si erano sciolti da dieci anni. Era il 1989: a Berlino cadeva il muro che divideva la città, al processo d’appello per la strage di Piazza della Loggia venivano assolti tutti gli imputati, Anna Oxa e Fausto Leali vincevano al Festival di Sanremo con la canzone “Ti lascerò”. Duri e puri, come la loro musica, sono arrivati con costanza e determinazione al traguardo di 25 anni di attività. Per l’occasione, hanno pubblicato un cofanetto contenente i primi quattro album che ne hanno fatto la storia e hanno iniziato il Paranoia Domestica Tour, partito ufficialmente il 17 gennaio dal Leoncavallo di Milano. I Punkreas hanno continuato a dire la loro, anche quando il punk e il metal lasciavano sempre più spazio al pop anni 90. E in questo quarto di secolo, la band ha avuto solo due cambi di formazione. Oggi, i Punkreas sono Cippa (voce), Flaco (chitarra), Paletta (basso), Noyse (chitarra) e Gagno (batteria).

Come avete iniziato?

Abbiamo iniziato dopo che io (Paletta, ndr) e Cippa, affascinati da una serie di concerti punk visti al Leoncavallo, a Milano, siamo stati presi dalla voglia di “cavalcare” un palco. Abbiamo convinto Mastino, che insieme a Cippa suonava nella banda del paese, a unirsi a noi nella nuova avventura e siamo andati alla ricerca di un chitarrista. Dopo varie audizioni, incominciammo con Claudio che fu ufficialmente il nostro primo chitarrista. Storica la prima data in teatro a un concorso canoro dove arrivammo penultimi con la media del 4,5. Era il 1989 e già avevamo un seguito di “pogatori” da fare paura.

Come siete cambiati?

Con il tempo si cambia un po’ in tutto… Nel nostro caso, siamo cambiati molto in ambito musical-tecnologico approfittando dei vantaggi che il progresso ha creato. Ma le idee e quello che vogliamo far conoscere non sono mai cambiati.

Qual è il vostro pubblico?

Siamo stati testimoni di un cambio generazionale e non è raro trovare qualcuno che ci segue dall’inizio e che ora accompagnala figlia a vederci. In 25 anni insieme cosa avete scoperto l’uno dell’altro? Virtù, pregi e difetti. Tutto quello che si scopre dopo una lunga convivenza.

A quali gruppi vi siete ispirati?

Personalmente la voglia di suonare mi è venuta vedendo Steve Harris e i Maiden ma indubbiamente le influenze sono venute anche dall’amore che abbiamo per i Ramones, per i Clash e per i Pistols.

Come vi immaginate tra altri 25 anni?

Davanti a qualche cantiere a commentare i lavori scuotendo la testa (ride, ndr).

 @PaolaMentuccia

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