«L’embrione è un essere umano, il malato no»: questo lo slogan stampato su centinaia di palloncini  dell’Associazione Luca Coscioni e dei radicali che il 9 luglio 2003 facevano da cornice  ad una staffetta oratoria di oltre cinque ore con interventi di professori, politici e malati davanti l’aula del Senato mentre la Commissione igiene e sanità era chiamata a discutere il decreto legge sulla fecondazione medicalmente assistita, già approvato dalla Camera. Sappiamo tutti come è andata a finire: la legge 40 del 2004 vieta all’art. 13 «qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano. 2. La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative».

Convegno Legge 40, Associazione Luca CoscioniLa legge 40 inoltre punisce con la reclusione da due a sei anni (più aggravanti) e multa da 50.000 a 150.000 euro, oltre che con la sospensione da uno a tre anni dall’esercizio professionale gli scienziati che realizzino, tra le altre cose «qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano» e «interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo» anche ai soli fini di ricerca. Così sono svanite le speranze di Luca Coscioni che ha combattuto per sperimentazione sulle cellule staminali e sulla clonazione terapeutica. Era costretto da una terribile malattia, la sclerosi laterale amiotrofica, a non esprimersi che tramite il sintetizzatore elettronico di un computer. Ciò non gli ha mai impedito di pronunciare parole dure contro l’inattività della politica su temi come la libertà di ricerca scientifica: «Penso che la mia presenza possa essere il segno tangibile che la religione della libertà e la scienza possano restituire vita e dignità anche a chi, come me, è stato colpito da una malattia gravemente invalidante e inguaribile. C’era un tempo per i miracoli della fede. C’è un tempo per i miracoli della Scienza. Un giorno il mio medico potrà, lo spero, dirmi: «Prova ad alzarti, perché forse cammini. Ma non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo».

Il tempo è scaduto per Luca Coscioni morto nel 2006 dopo aver rifiutato la tracheotomia; ma potremmo essere ancora in tempo per aiutare altri come Luca. La ricerca scientifica sulle cellule staminali è importante, tanto è vero che grazie alle embrionali siamo giunti a molti dei risultati oggi ottenuti sulle staminali adulte; infatti, per trovare cure contro malattie che in Italia colpiscono milioni di persone sono importanti i risultati di ogni tipo di ricerca condotta in modo serio e rigoroso: sulle staminali adulte, sulle staminali embrionali, sulle staminali riprogrammate e sulle staminali ottenute con le tecniche di trasferimento del nucleo cellulare (cosiddetta “clonazione terapeutica”).

Purtroppo i laboratori italiani sono costretti a importare linee di cellule staminali embrionali dall’estero: un’ipocrisia tutta italiana. La Corte costituzionale a breve deciderà sulla ricerca sugli embrioni e l’accesso alla fecondazione assistita di pazienti non sterili ma portatori di patologie genetiche (quest’ultimo divieto previsto sempre dalla legge 40 sarà esaminato il prossimo 14 aprile).

Qualunque sia la decisione della Corte, il Parlamento italiano potrebbe in ogni caso intervenire per rimuovere i divieti che danneggiano la ricerca e la salute. Perché non si attiva in tal senso? Come possiamo intervenire affinché la coscienza politica si adegui alla coscienza civile e scientifica di migliaia di persone e ricercatori? Ne discuteremo al convegno “2004 – 2015/Legge 40/04 “Staminali e fecondazione assistita: evoluzione giurisprudenziale dei diritti della persona”. Tutte le info su www.associazionelucacoscioni.it

 @Filomena_Gallo

*Segretario nazionale Associazione Luca Coscioni

 @ass_coscioni

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