Arricchiamo la nostra raccolta filatelica omaggiando l’estro sfortunato ma immenso di Francesco Nuti. Un omaggio sincero ispirato da ogni sua singola peculiarità umana e artistica. È impossibile non affezionarsi a Nuti e alla sua ironia, alla sua soffice voglia di raccontare e raccontarsi. L’empatia scatta immediata.

Toscanaccio di Prato classe ’55, poliedrico protagonista della scena artistica nostrana, attore, regista, paroliere, cantante e poeta, Francesco Nuti è uno degli interpreti garbati della più dolce commedia italiana.

È il protagonista buono di quel senza senso romantico e arguto proprio dei poeti e dei giullari. È un amico caro, un “Caruso” venuto da lontano, da Ovest di Paperino. Un gentile eroe per tutta quella generazione che, con romantico disincanto ha attraversato sommessamente gli, anche troppo, sfavillanti anni 80 e 90.

Anni troppo appariscenti per chi, come Francesco, prende la vita con semplice ma arguta ironia. La sua musa poetica è “alta, bella, bionda con gli occhi celesti e le puppe a pera”. Francesco la riconosce, se ne innamora e le dedica una canzone che diventerà un vero e proprio inno generazionale.

È nei suoi modi così cortesemente buffi e impertinenti che noi ritroviamo la sua epicità. La ritroviamo e le rendiamo omaggio perché la percepiamo carica di nobiltà e di voglia di raccontare, attraverso l’arte, la propria anima, con le sue scintille e le sue ombre.

Proprio dietro a una di queste ombre il genio di Francesco viene pian piano offuscato, la depressione e l’alcool l’hanno allontanato dall’affetto del suo pubblico. Quel pubblico spesso spietato e distratto che, tuttavia, non l’ha mai dimenticato e forse anche in questo lui ha trovato la forza e la voglia di resistere, di continuare a produrre poesia.

Noi a Francesco gli vogliamo bene, per imprescindibile empatia. E a Francesco, noi tutti, mandiamo un bacino.

@SaroLanucara

Antonio Pronostico

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