Il termine latino liber indicava la parte tenera della corteccia delle piante, utilizzata dagli antichi per scrivere.

Sebbene, da un punto di vista etimologico, non esistano legami tra libro e libertà, queste due parole sono diventate inseparabili compagne di viaggio nel corso della storia dell’uomo. I libri sono spazi aperti che hanno sempre mostrato il loro carattere rivoluzionario nel rivelarsi antidoto contro le verità uniche di quei regimi che, volendo sostituire la propaganda al libero ragionamento, hanno finito per bruciarli o metterli all’indice.

Leggere infatti è il privilegio di nutrire l’intelletto dello stimolo alla critica, alla discussione, allo sviluppo. Oggi, la scarsa diffusione della lettura nel nostro Paese non è soltanto simbolo di impoverimento culturale ma anche seria questione sociale poiché la lettura costituisce una delle prime condizioni di una collettività in cui esista una mobilità sociale adeguata. Libro, parola giusta della settimana, in grado di provocare allo stesso tempo, dipendenza e indipendenza.

@FilippoTreiani

 

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