«Per noi siete un grande partner in Europa». Così esordisce Putin in visita ad Expo in occasione della Giornata nazionale della Russia e continua: «Tra Italia e Russia esistono stretti rapporti da oltre 500 anni e insieme cooperiamo nell’arena internazionale, nell’interesse dei rispettivi paesi». La retorica del discorso potrebbe essere riassunta in “Russia-Italia una faccia una razza” per riprendere una celebre battuta di Mediterraneo di Salvatores. La ragione, come si intuisce, è squisitamente diplomatica. Lo “czar” Putin, dopo essersi fatto aspettare da Renzi per ben un’ora sotto il sole, non perde occasione per rimarcare i legami con il nostro Paese e il sostegno, per cui forse si aspettano un contraccambio in vista dei Mondiali in Russia previsti per il 2018: «Siamo stati fra i primi a sostenere la domanda italiana di poter ospitare l’edizione 2015 dell’Expo. E dall’Expo tutti insieme dobbiamo far ripartire la tradizionale amicizia tra Italia e Russia, per affrontare le sfide in cui abbiamo posizioni divergenti e quelle dove siamo insieme».

 

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A documentare l’incontro sui social l’immancabile foto di Filippo Sensi, portavoce del Presidente del Consiglio, conosciuto sul web come @nomfup

Nel frattempo Strasburgo gela all’idea di questa amicizia, perché Mosca «non è più un partner strategico dell’Ue», come si legge oggi in un rapporto sullo stato delle relazioni fra l’Unione Europea e la superpotenza sovietica. Al centro della questione ci sono la questione ucraina e le sanzioni, sulle quali Putin ha discusso con Renzi e dichiarato: «Abbiamo progetti insieme, le sanzioni ci impediscono di lavorare. Compagnie italiane che hanno vinto le gare di appalti per realizzare infrastrutture in Russia alla luce delle sanzioni non possono farlo. Bisogna trovare un altro modo».

L’altro focus riguarda invece le coste del sud Italia, il premier italiano ha sottolineato infatti l’importanza strategica dell’Italia e «la priorità dell’emergenza mediterranea», legata alla necessità di arginare i rischi del terrorismo.

Parole d’amicizia dunque che servono principalmente a ribadire chiaramente i due orizzonti principali della politica estera europea: Ucraina e Nord Africa. E il ruolo dell’Italia che punta ad accreditarsi come intermediario di fiducia dell’Ue sulle due principali aree di frizione.

   @GioGolightly

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