Addio peccatori, è l’ora dei social network religiosi. Aperto da un mese, FacaGloria, “la rete per condividere l’amore e la saggezza cristiane con gli altri”, ovvero il social network evangelico brasiliano ha già 100mila utilizzatori nel Paese dove le mega-chiese svolgono un ruolo non indifferente anche nelle elezioni politiche (gli evangelici sono più del 20% del totale e in crescita). La promessa è quella di un luogo senza peccato, al riparo da bestemmie, parolacce, sesso o argomenti che abbiano in qualsiasi modo a che fare con l’omosessualità. Se a oggi il network è solo in portoghese, ed è quindi limitato nelle possibilità di crescere, i suoi creatori hanno già acquistato dei domini in inglese e si apprestano a lanciarlo fuori dai confini brasiliani.

Su Facebook c’è tanta pornografia «così abbiamo pensato di creare un luogo virtuale nel quale parlare di Dio e della sua gloria» ha spiegato alla AFP brasiliana il web designer del sito Attila Barros, uno dei tre fondatori, tutti residenti e funzionari della municipalità di Vasconcelos, a pochi chilometri da San Paolo. L’interfaccia è sostanzialmente identica a quella di Facebook, ma al posto di “like” si può, quando si sceglie di esprimere consenso o approvazione per un pensiero o una foto, schiacciare il tasto “amen”. Le parole vietate sono 600 e una ventina di volontari passano le loro giornate a verificare che nessuno infranga le regole. Un po’ pochini se l’obbiettivo è quello di far crescere la rete evangelica: con numeri giganteschi, la polizia cinese che controlla e censura la rete ha un paio di milioni di dipendenti.

ummaland

L’idea di lanciare in rete dei social network identitari o religiosi non è affatto nuova: Ummaland, un network musulmano ha già quasi 330mila iscritti. Anche in questo caso l’appeal è quello di connettersi con persone che condividono la propria identità religiosa. Così l’offerta di Ummaland è fatta di “pubblicità halal”, prevede parametri speciali “per la privacy delle sorelle”, annuncia gli orari delle preghiere in sintonia con il fuso orario e offre un’accademia coranica e video con spiegazioni dei concetti religiosi. Un’operazione più ambiziosa di quella di FacaGloria, che infatti consente anche l’integrazione con Facebook e Twitter. Il sito ha l’aria di essere pensato meglio dal punto di vista del marketing, con un suo canale YouTube e una pagina Facebook ed è stato fondato da due persone di origine uzbeka. Lo stile è quello delle operazioni degli evangelici americani meglio riuscite, quelle che consentono a chi le lancia di diventare miliardari e influenti. Presto per dire se sarà così. Certo è che negli ultimi anni anche nel mondo islamico si è affermata la tendenza a fare i soldi con la religione, imponendo e facendo grande marketing a idee e categorie che prima non erano presenti nella cultura dei paesi islamici. Nel suo Islam nudo, Lorenzo Declich, fa molti esempi di invenzione di un’identità musulmana omogenea creata proprio per facilitare il piazzamento di alcuni prodotti sul “mercato islamico”. Il cibo halal è l’esempio perfetto, alcune multinazionali asiatiche ottengono il marchio halal e lo stampigliano anche su prodotti che non dovrebbero essere lavorati in maniera diversa, proprio per far crescere i consumi e sbarazzarsi della concorrenza.

Il tema dell’identità e della scelta in rete, del resto non è solo religioso. Da anni le indagini sul consumo di notizie negli Stati Uniti condotte dal Pew Research Centre indicano come la scelta delle fonti sia largamente influenzata dalle preferenze politiche. Se i conservatori guardano FoxNews – canale all news trash e distorsivo della realtà –  e seguono la talk radio conservatrice di personaggi come Rush Limbaugh o Sean Hannity, le persone di sinistra guardano con più frequenza Msnbc, Cnn, ascoltano Npr, la radio pubblica Usa e consultano il sito del New York Times (l’immagine qui sotto è un quadro dei consumatori di notizie, dai più conservatori, a destra, ai più di sinistra, a sinistra). Una dinamica che conosciamo anche in Italia e che rende i media spesso più attenti a fornire certezze ai propri lettori/ascoltatori, piuttosto che dubbi. Chi visita un sito identitario o segue notizie da una fonte in sintonia con i propri convincimenti tenderà a fare il tifo, non a farsi domande. Questo vale per i social network che raccolgono persone uguali tra loro, per le app che aiutano a cercare il ristorante kosher o halal o il partner più simile possibile dal punto di vista religioso o per i media. E più ci si abitua a stare tra persone simili in tutto e per tutto a noi e meno si è propensi ad accettare differenze culturali o religiose.

Conservatives Converge Around Fox News as Main Source; No Single Source Dominates on the Left

 

@minomazz

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