Adele Parrillo voleva donare alla ricerca scientifica cinque embrioni crioconservati ma la Corte europea dei diritti umani ha detto no. Dalla storia di questa donna, compagna del regista Stefano Rolla, una delle vittime di Nassiriya, alla lotta tenace che gli scienziati e i giuristi italiani conducono per la libertà di ricerca scientifica in Italia. È questa la storia di copertina di Left in uscita il 5 settembre. Il racconto di tre donne protagoniste di una battaglia a favore della scienza contro i divieti senza senso di certa politica. In Italia la sentenza di Strasburgo che nega la possibilità alla Parrillo di donare i suoi embrioni alla ricerca scientifica viene strumentalizzata per difendere l’ultimo divieto, forse il più assurdo, quello di utilizzare embrioni soprannumerari e non idonei per le gravidanze per fare ricerca scientifica con cellule staminali embrionali.

Su Left Filomena Gallo, avvocato e segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni, Elena Cattaneo scienziata e senatrice a vita, ribadiscono l’importanza del ruolo delle staminali embrionali per la ricerca e denunciano l’ipocrisia italiana che vieta di usare embrioni “italiani” ma non vieta di acquistarne dall’estero.  Mentre il governo Renzi si ostina a non ridiscutere l’articolo 13 della Legge 40, (che appunto, vieta la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali). Fatto di importanza vitale per la ricerca, come scrive Elena Cattaneo,  che ha dedicato la sua vita allo studio di cure per malattie come la Corea di Huntington. «Decidere di tirare giù quell’ultimo divieto senza senso vorrebbe dire sancire finalmente e definitivamente che l’embrione non è soggetto giuridico da tutelare, ma un pugno di cellule», scrive il direttore Ilaria Bonaccorsi nel suo editoriale.

In Società Left racconta le manovre del centrodestra con Angelino Alfano (Ncd) sempre più vicino al premier Renzi. E ancora: i retroscena sui servizi di sicurezza beffati a Roma con i funerali Casamonica e un ritratto senza veli di Don Mazzi.

Negli Esteri, l’intervista a Saeb Erekat, capo dell’esecutivo dell’Olp, lo scorretto Donald Trump miliardario che sta scompaginando i giochi delle primarie repubblicane e un “tuffo” nel linguaggio politicaly correct dei college americani, un reportage da Cuba sulla “euforia” da Internet e infine un servizio da Londra sul pugno duro anti-immigrati.

Circa 600 musicisti jazz il 6 settembre suoneranno a L’Aquila, cento concerti in dodici ore, intervistiamo Paolo Fresu, il direttore artistico dell’evento. E ancora tanti personaggi: lo scrittore Frank Westerman e le leggende d’Africa, Fabiola Gianotti e la sua scoperta del bosone di Higgs, il regista Piero Messina che debutta a Venezia con il film L’attesa e il rapper Ali Cham, voce degli oppressi del Gambia.

Buona lettura.

@LeftAvvenimenti

 

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