Edward Burtynsky, 60 anni,  nato a St. Catharines, Ontario, da genitori ucraini, non è solo un fotografo, è prima di tutto un esploratore. Le sue raffigurazioni fotografiche di paesaggi industriali sono incluse nelle collezioni di oltre sessanta dei più importanti musei di tutto il mondo, tra cui la National Gallery del Canada, il museo d’Arte Moderna e il museo Guggenheim di New York, il Museo Reina Sofia di Madrid, e il Los Angeles County Museum of Art in California. Per realizzare questi scatti straordinari Burtynsky  ha scandagliato i quattro angoli del mondo dall’America alla Cina, dall’Italia all’India, visitando cave, miniere, giacimenti petroliferi, dighe in costruzione e centrali geotermiche. L’obiettivo era mappare con il suo lavoro gli effetti della mano dell’uomo sull’ambiente. Effetti che negli scatti di Burtynsky assumono la forma di segni diventati ormai cicatrici e ferite fra pianure, mari e montagne.

In occasione di Expo in città e fino al 1 novembre 2015, il Palazzo della Ragione Fotografia di Milano espone i lavori raccolti dall’artista canadese all’interno della mostra “Acqua Shock”.
Le fotografie, tutte riprese dall’alto, colpiscono per trame e colori e lo fanno ancor di più per la storia con cui Burtynsky le ha corredate. Una storia che è capace di trasformare l’iniziale impressione di meraviglia, nella possibilità di cogliere con i propri occhi l’incisività degli interventi antropici sull’ambiente. Con “Acqua Shock” emerge una nuova geografia del petrolio bianco e si punta l’attenzione sull’acqua, bene sempre più prezioso e in via di esaurimento. Infatti secondo i dati emersi da un report del World Resources Institute, molte parti anche nel mondo oggidentale dovranno aspettarsi una drastica riduzione delle risorse idriche che, nel 2040 andrà arriverà anche a superare l’80% in paesi come l’Italia, la Spagna o gli Stati Uniti.

>> GALLERY | Acqua Shock. Le immagini della mostra

 

 

© Edward Burtynsky / courtesy Admira, Milano

Per informazioni su orari e biglietti: palazzodellaragionefotografia.it

 

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