Comincia bene l’ultima settimana dei referendum promossi da Possibile, di Pippo Civati. Il deputato ex Pd si lamenta della scarsa copertura mediatica («Sarebbe bello non dover ricorrere alle lettere dell’Agcom per avere un po’ di spazio in televisione», dice), ma incassa due firme importanti: «Marco Pannella ha firmato i nostri referendum e lo ringrazio», è la prima; la seconda è quella di Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sel. È una firma importante, questa, perché i vendoliani – così come con la Cgil e la Fiom – non hanno mai condiviso la scelta di Civati di lanciare gli otto referendum (sull’Italicum, sulle trivelle, sul jobs act e sulle grandi opere), che sono anzi diventati un caso nel già difficile processo unitario a sinistra. «Oggi sono andato al Comune in cui risiedo e ho firmato i referendum», dice infatti Fratoianni, «non cambio però il mio giudizio su questa vicenda. Penso che avremmo dovuto fare tutto diversamente. Ho avuto modo e cura di dirlo fino allo sfinimento prima che la campagna lanciata da Possibile cominciasse, convinto che una campagna di questo tipo avrebbe dovuto coinvolgere comitati, movimenti e sindacati. Così non è stato. E non basta rispondere che si è proposto a tutti per tempo. Perché tutti o quasi hanno risposto che non erano d’accordo e oggi, ad esempio, c’è tutto il mondo della scuola che a un referendum sta lavorando».

Fratoianni risponde così a Civati, che da settimane ripete: «Ho faticato molto a trovare qualcuno che volesse parlare nel merito, discutere su un contenuto. Era tutto un dividersi sulle date, sul numero, sul simbolo. Io a tutti ho cercato di spiegare che se le firme si raccolgono dopo il 30 settembre si finirà col votare tra due anni e non l’anno prossimo. E tra due anni l’Italicum sarà già in vigore, le trivelle avranno già cominciato a scavare, i licenziamenti avranno già cominciato ad arrivare».


 

«Se le firme si raccolgono dopo il 30 settembre si finirà col votare tra due anni e non l’anno prossimo. E tra due anni l’Italicum sarà già in vigore, le trivelle avranno già cominciato a scavare, i licenziamenti avranno già cominciato ad arrivare» spiega Civati 

Le più recenti interviste di Civati sono state poi l’occasione di attacchi agli altri protagonisti della sinistra che dovrebbe nascere a sinistra del Pd. Civati ha accusato anche Landini di far parte della «sinistra da salotto», anzi «da divano», dedita soprattutto ai talk show. Anche qui c’è una risposta di Fratoianni: «Trovo sbagliato», scrive su facebook, «attaccare e trattare da ‘nemici’ tutti quelli che la pensano diversamente. Ma siccome penso che l’errore più grande che possiamo fare sia offrire lo spettacolo di una nostra divisione che considero largamente infondata, non voglio rassegnarmi all’idea che anche una divergenza forte su una questione o su una campagna non possa e non debba essere superata. I temi e le ragioni che ci uniscono sono certamente di più e più forti».

 

12032771_753989564704941_5456057370987680850_o

Ho firmato i referendum.Domenica sera ero a Frosinone ad un dibattito sulla sinistra organizzato da Sinistra Ecologia…

Posted by Nicola Fratoianni on Mercoledì 23 settembre 2015

 

Chiedendo ai militanti dei banchetti di fare l’ultimo sforzo («Ci mancano poco più di centomila firme»), Civati si mostra però meno che tiepido sul rapporto con Sel e gli altri: «Temo che in realtà siamo meno uniti di prima», dice, per tirarci su il morale.

 

12050741_938961539496981_1804545095_o

 

 

12037782_938941979498937_1627256151_o

Civati insieme a dei volontari ai banchetti per la raccolta firme

Di cosa parlano gli 8 quesiti proposti per i referendum?

 

manifesti-1

manifesti-2

manifesti

manifesti-4

 

Lo scopo è raggiungere le 500.000 firme da presentare alla Corte Costituzionale. È possibile firmare negli uffici dei municipi oppure nei banchetti posizionati nelle principali città italiane (qui la mappa).

 

 @LeftAvvenimenti

Commenti

commenti