Il 22 settembre, nelle campagne di Lucera, nel foggiano, un bracciante è stato sparato alle spalle per aver rubato un melone. Lo avrete letto di sicuro, se non lo avete fatto potete trovarlo qui. Sare Mamoudou aveva 37 anni, ed era del Burkina Faso. Anche dal Burkina Faso si scappa, anche in Burkina si muore. Anche se ci piace associare quel Paese al Che Guevara africano, Thomas Sankara. In questi giorni il Paese è al centro di colpi di Stato e governi transitori, tensioni e accordi. L’ultimo di questa serie è di una settimana fa: il 17 settembre scorso il generale Gilbert Diendéré ha preso il controllo del Paese, instaurato un regime militare e arrestato il presidente in carica, Michel Kafando. Per una settimana. Adesso Michel Kafando è tornato al suo posto, riprendendo ufficialmente il potere il 23 settembre. È stato per ora raggiunto un accordo, Kafando lascerà che i soldati golpisti si ritirino nelle loro caserme pacificamente. Il governo rimarrà in carica fino alle prossime elezioni di ottobre. Intanto, per sorvegliare la situazione, a Ouagadougou arriveranno nelle prossime ore diversi leader africani, tra cui il presidente del confinante Niger, il socialdemocratico Mahamadou Issoufou. Thomas Sankara venne ucciso il 15 ottobre 1987. Ventotto anni dopo, sarà ancora nel mese di ottobre che si deciderà buona parte del destino burkinabé.

In Burkina si muore

L’aspettativa di vita è di poco inferiore ai 50 anni, per un’età media di 17 anni e ha un tasso di crescita del 2,7%. Il tasso di mortalità infantile è di 78,3 morti ogni mille nati vivi. I dati, relativi al 2013, sono dell’ong MammaAfrica e indicano un tasso di mortalità generale di 12,21 morti ogni mille abitanti.

UV_popgraph 2014.jpg(La popolazione del Burkina Faso per gruppi d’età- Cia Factbook)

 

La “terra degli uomini integri” e dei colpi di Stato

Il Burkina Faso è una Repubblica dal 5 agosto 1960, quando ottiene l’indipendenza dalla Francia. Fu Thomas Sankara a “battezzare” Burkina Faso il suo Paese, il 4 agosto 1984: “la terra degli uomini integri” nell’idioma locale. Dopo un ventennio di instabilità politica – e due colpi di Stato, nel 1966 e nel 1980 – arriva il turno del presidente rivoluzionario, Thomas Sankara. Il volto di Sankara – da tanti ricordato come il Che Guevara d’Africa – è associato al cambiamento radicale e alle tante riforme sociali. Ma dura fino al 1987, quando il presidente rivoluzionario viene ucciso per ordine del suo stesso vice: Blaise Compaoré, che – sostenuto da Francia e Stati Uniti – da quel giorno inaugura una stagione di governo lunga 27 anni, con quattro rielezioni. È quando il governo annuncia un referendum per cambiare la Costituzione – e permettere a Compaoré di candidarsi al quinto mandato – che scoppiano le proteste: sommosse, scontri con la polizia, l’assalto del Parlamento e di altri palazzi. Il presidente è costretto ad arrendersi, si dimette dieci giorni dopo quell’annuncio, il 31 ottobre 2014. Dichiara l’emergenza, scioglie il Parlamento e affida il controllo del Paese all’esercito. Capo di Stato a interim diventa il colonnello Yacouba Isaac Zida.

Kafando Michel Kafando

Il 17 novembre 2014 in Burkina torna un governo civile, con Michel Kafando. Classe 1942, nato a Ouagadougou, è sposato e ha un figlio. Ha un’intensa vita accademica: si laurea in Diritto pubblico all’Università di Bordeaux nel 1969, si specializza in studi politici a Parigi e in studi internazionali a Ginevra. Poi, riceve anche un incarico di dottorato in Scienze politiche alla Sorbona nel 1990. E un’importante vita diplomatica: dal 1998 al 2011 è rappresentante permanente (quindi ambasciatore) del Burkina Faso presso le Nazioni Unite. E presidente del Consiglio di sicurezza dell’Onu nel 2008 e 2009. Politicamente, è ministro degli Affari Esteri tra il 1982 e il 1983, quando il Burkina si chiamava ancora Repubblica dell’Alto Volta.

Gilbert-DiendéréGilbert Diendéré

Sospettato di essere a capo del commando che ha ucciso Thomas Sankara, il generale Gilbert Diendéré – 55 anni – è un fedelissimo di Blaise Compaoré. Da Capo di Stato Maggiore, nei 27 anni di regime di Compaoré, Diendéré è stato uno dei suoi principali alleati in campo militare. Definito dai più come figura oscura – non si conosce nemmeno il suo giorno di nascita, ma solo l’anno – con la caduta del dittatore, Diendéré viene licenziato. Torna alla ribalta il 16 settembre con il colpo di Stato e l’arresto del presidente Michel Kafando. Ma il suo potere dura solo una settimana. Finora.

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