Ecco le foto dei migliaia di manifestanti che, esattamente un anno fa, si riversarono nelle strade di Hong Kong con i loro ombrelli multicolore, dando il via ad una protesta pacifica che durò più di due mesi. La “rivoluzione degli ombrelli” fu un movimento giovanile nato dal basso al grido di più democrazia e meno autoritarismo. Gli ombrelli colorati divennero il simbolo della non-violenza e lo strumento che permise ai manifestanti di difendersi sia dal sole cocente sia dai lacrimogeni e dagli spray urticanti della polizia. I giovani di Hong Kong chiedevano elezioni a suffragio universale in vista delle elezioni del governatore e protestavano contro il controllo delle candidature da parte cinese. Il sistema elettorale della città vedeva le candidature, in particolare quella per l’elezione del Chief Executive, sottoposte a un vaglio preventivo da parte di un comitato di Grandi Elettori composto da rappresentanti dei vertici economici e notoriamente allineato sulle posizioni del governo cinese. La scelta degli amministratori locali non era prerogativa del popolo. Chiedevano anche che il governatore in carica Leung Chun-ying, ritenuto anch’esso troppo vicino al governo centrale, si dimettesse. Dopo 75 giorni di occupazione e sit-in studenteschi nelle strade nevralgiche del quartiere degli affari di Admiralty, la polizia smantellò le tende, le sale di studio, gli ombrelli, le opere d’arte e tutti i grandi e piccoli luoghi simbolici della più lunga contestazione democratica vista tanto a Hong Kong come nella Cina metropolitana negli ultimi 30 anni.

Hong Kong Democracy Protest(AP Photo/Kin Cheung)

Hong Kong Democracy Protest (AP Photo/Vincent Yu)

Hong Kong Democracy Protest(AP Photo/Vincent Yu)

Hong Kong Democracy Protest(AP Photo/Vincent Yu)

Hong Kong Democracy Protest(AP Photo/Kin Cheung)

Hong Kong Democracy Protest(AP Photo/Vincent Yu)

Hong Kong Democracy Protest(AP Photo/Vincent Yu)

 

Hong Kong marks peaceful anniversary of street protestsEPA/ALEX HOFFORD

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