Il calo dei vaccini è un fenomeno sempre più diffuso in Italia e nel mondo. Secondo le recenti dichiarazioni di Claudia Stein, direttore della divisone informazione dell’Oms Europa, ormai la percentuale di bambini vaccinati nel nostro Paese sta diventando inferiore a quella registrata nell’Est Europa. Le regioni dove la flessione è più consistente sono Marche, Abruzzo, Valle d’Aosta e, nel caso del morbillo, anche la Puglia. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute, diminuiscono in particolare proprio i vaccini contro morbillo, seguiti da quelli per parotite e rosolia, subendo una contrazione del 4% rispetto all’anno precedente.

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Qual è l’identikit di chi sceglie di non vaccinare il figlio?

Una ricerca condotta dalle università tedesche di Erfurt e Aquisgrana, in collaborazione con l’americana Rutgers University, pubblicata sulla rivista Policy Insights from the Behavioral and Brain Sciences ha rivelato che i profili dei contrari alle vaccinazioni sono: disinteressati, pigri, calcolatori e, soprattutto, male informati. Secondo lo studio ridurre il pericoloso calo dei vaccini richiede lo sviluppo di attività di informazione, sensibilizzazione e facilitazione.
Soprattutto è necessario diffondere la consapevolezza che alcune malattie hanno ridotto la loro aggressività e la diffusione, ma questo non significa che siano state debellate. In Italia per esempio dall’inizio del 2013 sono stati segnalati 4094 casi di morbillo, di cui 2258 nel 2013, 1696 nel 2014 e 140 nei primi sette mesi del 2015; il 30% dei casi segnalati è stato ricoverato in ospedale e il 25% ha avuto almeno una complicazione.
La flessione costante del numero di vaccinazioni rischia quindi di riesumare virus che non incontravamo da parecchi anni. A provarlo ad esempio un caso registrato in Spagna dove a giugno un bambino è morto a causa della difterite.


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Ritorna la pertosse, primi morti

Tra la malattie “dimenticate” che stanno tornando a colpire a causa del calo delle vaccinazioni c’è anche la pertosse. A ricordarlo è Giovanni Corsello, presidente della Società Italiana di Pediatria, commentando i dati del ministero e dell’Oms e l’allarme lanciato sul tema dall’Istituto Statale della Salute presieduto da Walter Ricciardi. «Come pediatri siamo preoccupati per questo pericoloso fenomeno e per i danni che sta provocando sulla salute dei bambini – dichiara Corsello – Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale». E la cosa non stupisce visto che sono in calo anche i vaccini dei bambini da 0 a 2 anni per polio, tetano, difterite, epatite B e appunto: pertosse. In questo specifico caso la percentuale dei vaccinati si aggira attorno al 94,6%, inferiore quindi al 95% fissato come livello minimo dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale.
Per contrastare il fenomeno, sensibilizzando e informando correttamente, la Società Italiana di Pediatria ha deciso di dedicare gli Stati Generali della Pediatria, previsti per il 19 novembre, proprio al tema delle vaccinazioni.

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