Sarà che Renzi ha conquistato l’elettorato moderato (e non solo l’elettorato… Cicchitto ormai è un fan), ma la partita per la leadership del centrodestra è tutta giocata a destra. Tra Giorgia Meloni, in piena ascesa, e Matteo Salvini che fino a qualche mese fa sembrava il campione unico del fronte destro dello schieramento politico. Novembre sarà un mese di grande visibilità e di conte di piazza: l’8 la Lega manifesta a Bologna e sul palco salirà anche Berlusconi, mentre il 28 sarà la volta di una manifestazione a Roma.

Meloni si aggiudica l’eredità di An
Non ci sarà un nuovo soggetto politico di destra, perché un partito di destra esiste già e si chiama Fratelli d’Italia. Saranno Giorgia Meloni e il suo partito, a raccogliere l’eredità di Alleanza nazionale. Ha così deciso l’ultima assemblea dei soci della Fondazione An, del 3 e 4 ottobre a Roma, approndo una mozione che consegna proprio a Fratelli d’Italia lo storico simbolo di An e decretando un rilancio del progetto di “allargamento” del partito della Meloni. E raccoglieranno pure il patrimonio della Fondazione: 180 milioni in immobili e 60 milioni in conti correnti. Raccoglieranno anche quelle percentuali? Lo sperano, indubbiamente. Nel 1996 il partito guidato all’epoca da Gianfranco Fini arrivò a raggiungere, nel picco più alto della sua storia, il 15%. La destra vuole «recuperare la vocazione maggioritaria», dicono. Per farlo, saranno necessario alcune grandi manovre: coniugare la destra identitaria e diffusa, con quella moderata e di governo.
Meloni 1-Alemanno 0, quindi. I “quarantenni” guidati dal genero di Pino Rauti – che volevano una Nuova Alleanza Nazionale in cui tutti avessero uguale peso – si sono dovuti arrendere davanti alla giovane guardia della Meloni e alla “centralità” del loro partito. Un congresso si terrà comunque, sarà aperto ma targato Fdi-An e si terrà entro gennaio 2016: «È evidente ormai che la mia destra non è quella di Alemanno, di Fini e di chi vuole continuare a dilaniare per avere un ruolo», ha orgogliosamente dichiarato Giorgia Meloni. «Finalmente si fa chiarezza e si capisce a chi spetta il compito di aggregare la destra moderna. A lei. A Giorgia Meloni che ha incassato pure il consenso degli attualmente forzisti Maurizio Gasparri e Altero Matteoli. Alemanno si arrenderà? Certo che no, ha già annunciato un nuovo Movimento per la destra unita.

Meloni_Salvini

Meloni vs Salvini: la corsa alla leadership
In testa ai sondaggi per la guida del Comune di Roma e pronta al sorpasso su Matteo Salvini per la guida della destra del Paese, la Meloni va d’accordo con tutti e non si “immischia” con nessuno. CasaPound? Ne prende le distanze ma ne condivide la matrice culturale nazionalista e tradizionale. Matteo Salvini? «Va tutto bene ma non abbiamo mica fondato un partito insieme. Ognuno di noi due è orgoglioso delle proprie differenze. Collaboriamo condividendo alcuni temi». E Berlusconi? «Forza Italia sembra incartata in un esasperato tatticismo, adesso non sembra saper che fare». Invece lei, Giorgia Meloni, le idee le ha chiarissime: «Io voglio vincere. Voglio battere Renzi». Tirata in mezzo da tutti per una candidatura al Comune di Roma, non molla la presa sul terreno nazionale: ha già annunciato «una grande manifestazione unitaria del centrodestra per il 28 novembre a Roma», sottolineando che avverrà «nove anni dopo la storica manifestazione del 2 dicembre 2006 che liberò l’Italia dal governo Prodi». Il suo annuncio arriva proprio mentre Matteo Salvini prepara la sua “svolta moderata”, che sarà ufficializzata a Bologna l’8 novembre durante la manifestazione “Liberiamoci e ripartiamo” contro il governo Renzi. Al fianco di Salvini ci sarà anche il Cavaliere.

Chi è Giorgia Meloni?
«Romana, classe ’77, politica e giornalista professionista», si legge sul suo sito internet, nata alla Camilluccia il 15 gennaio e cresciuta nel popolare quartiere della Garbatella. Secondogenita, figlia delle due isole italiane, Giorgia Meloni è di origini sarde da parte del padre, Francesco, un commercialista che abbandonò la famiglia emigrando nelle Canarie quando la Meloni aveva dodici anni; e siciliane da parte della madre, Anna. Si è diplomata al liceo linguistico. Inizia a impegnarsi in politica a 15 anni – mentre frequenta il liceo linguistico e lavora come baby-sitter, cameriera e barman al Piper – con il coordinamento studentesco “Gli Antenati”, per contestare la riforma Iervolino sulla Pubblica istruzione. A 19 anni è la responsabile nazionale di Azione Studentesca, e due anni dopo viene eletta consigliere della Provincia di Roma per An. Nel 2006, a 29 anni, viene eletta alla Camera dei Deputati – sempre e fedelmente con An – diventando poi la più giovane vicepresidente della Camera della storia. La sua scalata prosegue fino al suo incarico più alto: ministro della Gioventù, dal 2008 al 2011. E registra il secondo record, a 31 anni è il ministro più giovane della storia. La sua lunga militanza in An prima e nel Popolo delle libertà termina alla fine del 2012, quando fonda, insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa, il movimento politico “Fratelli d’Italia – Centrodestra nazionale”.

@TizianaBarilla

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