I fan dell’artista cinese Ai Weiwei hanno inviato migliaia e migliaia di mattoncini Lego alla sua casella postale, dopo che la nota società gli ha impedito di comprare i suoi giocattoli.

L’attivista cinese Ai Weiwei aveva, nei giorni scorsi, fatto un grosso ordine di blocchi dalla Lego, nota compagnia di giocattoli danese. Fin qui niente di nuovo. L’artista, infatti, aveva già utilizzato in una precedente mostra ad Alcatraz i mattoncini, con cui aveva creato ritratti di famosi dissidenti politici, che uscivano fuori dai blocchi colorati.

Questa volta Ai aveva previsto di utilizzare i blocchi per la prossima mostra d’arte che si sarebbe dovuta tenere alla National Gallery of Victoria. Il suo piano è andato in frantumi quando la società danese lo ha avvertito che non poteva vendergli i suoi mattoni perché: «non autorizzata a sostenere opere politiche». In un post su Instagram, raffigurante un water pieno di Lego, Ai ha spiegato nel dettaglio cosa sia successo.

 

“Everything is awesome “

Una foto pubblicata da Ai Weiwei (@aiww) in data:

Parlando con la CNN, il portavoce della Lego Roar Rude Trangbaek ha spiegato che la politica aziendale prevede «la completa astensione, a livello globale, dall’impegno attivo e dall’avallo dell’utilizzo di mattoncini Lego per progetti o contesti che abbiano a che fare con progetti politici. La Lego ridurrà le donazioni o il sostegno ai progetti, così come la possibilità di acquistare i mattoni in grandi quantità, cosa che non è possibile fare attraverso i normali canali di vendita, nei casi in cui sia evidente che questi vengono utilizzati per scopi politici o di propaganda». Attraverso la sua arte e il suo attivismo, Ai Weiwei è diventato noto per essere uno dei più feroci e creativi critici del governo cinese. Come riprova della doppia faccia che la società danese utilizza, indica poi piani già pronti per la costruzione di un prossimo parco divertimenti Legoland, da costruire a Shanghai. In risposta alle azioni della Lego, i fan hanno voluto lanciare messaggi di supporto ad Ai Weiwei, facendo recapitare all’artista moltissimi mattoncini Lego. Ma anche on-line, utilizzando l’#LegosForWeiwei. Da parte sua, Ai ha istituito una casella di posta, dove i fan possono inviare i loro mattoni: 258 Caochangdi Chaoyang district, Beijing China 100015.


 

Dato il netto rifiuto da parte della Lego, Ai ha già pronta una contromossa per reagire al sopruso. Sta sviluppando l’idea di «un nuovo lavoro per difendere la libertà di parola e dell’arte che cerca di scardinare i meccanismi sbagliati che stanno dietro la politica». La particolarità del nuovo progetto starà nell’istituire diversi di punti di raccolta dei mattoncini in diverse città di tutto il mondo. L’iniziale rifiuto della società danese, che avrebbe dovuto costituire un handicap per l’attivista e un intralcio al suo lavoro, ha portato, invece, molta più pubblicità e visibilità alle sue opere antigovernative di quanta lui si sarebbe mai aspettato di ricevere. Non si può certo dire lo stesso per la società danese.

Commenti

commenti