Sabato in edicola su Left c’è una lunga intervista a Luigi de Magistris. Abbiamo parlato della sua ricandidatura a sindaco di Napoli, della sinistra da costruire, dell’opposizione a Renzi. E anche di Ignazio Marino: «Se è convinto che sono affaristi e mafiosi a volerlo cacciare», ci ha detto De Magistris, «deve farsi sfiduciare. Non deve mollare».

Lei, de Magistris, è una spina nel fianco. Lui, Ignazio Marino, è un “marziano”. Entrambi non siete graditissimi a Palazzo Chigi. Che idea si è fatto della vicenda del sindaco di Roma?
Sicuramente, Marino durante il suo mandato è stato messo in difficoltà – così come hanno fatto con me – da chi non ama particolarmente le esperienze più autonome rispetto al sistema tradizionale dei partiti. Ma la sua esperienza non è paragonabile alla mia, per quanto più autonoma rispetto ad altre tradizionalmente di centrosinistra, perché Marino è espressione del Partito democratico che lo ha sostenuto alle elezioni e adesso furbescamente lo vuole cacciare. È Renzi che ora stacca la spina e si trova in una curiosa convergenza parallela con i 5 stelle e con la destra, che hanno preparato il terreno.

Il sindaco di Roma Ignazio Marino in Campidoglio in occasione della presentazione del progetto di illuminazione artistica dei Fori Imperiali, Roma 16 settembre 2014. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il sindaco di Roma Ignazio Marino

Cosa farebbe al suo posto?
Alla luce della mobilitazione popolare e di quello che lui stesso dichiara, dovrebbe rivendicare un po’ di coerenza e quindi andare in Consiglio comunale e ammettere i suoi errori con molta onestà. Errori che ci sono stati, ed è innegabile anche per me che sono umanamente molto legato a Ignazio. Ma se ha la coscienza a posto deve ribadirlo in modo forte, anche gridando: “Sono onesto, non ho commesso alcun illecito. Sfiduciatemi, se volete”.

Quando parla di errori a cosa si riferisce?
Penso ad esempio che quando c’è stato il funerale di Casamonica sarebbe dovuto rientrare subito in città. E che le spiegazioni sulla vicenda degli scontrini non sono state proprio le più chiare possibili, né rapide. Ma penso pure che se uno è convinto di stare dalla parte giusta e di essere addirittura bersaglio di tentativi seri di “farlo fuori”, non dovrebbe mollare. Lui dice che sono gli affaristi e i mafiosi che lo vogliono cacciare, allora deve resistere e farsi sfiduciare.

@TizianaBarilla

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