Ieri abbiamo posto 5 domande a Fabrizio Barca con l’articolo qui sotto. Barca ha risposto con 5 tweet che pubblichiamo qui sotto a ciascuna domanda. Lo ringraziamo, le risposte sono un bel segnale di ascolto (e di stile diverso).
Intervistato dal Fatto Quotidiano Fabrizio Barca ha sostenuto che «il Pd Cattivo» che lui avrebbe fotografato “mappando” il Pd romano, starebbe approfittando della vicenda Marino per fermare il «cambiamento». Dice Barca: «Le dimissioni di Marino ci hanno colto nel punto più difficile, a metà percorso, prima della ricostruzione. Sono molto preoccupato che il processo di cambiamento si arresti e si inverta». Il giornalista allora gli chiede: «C’è una parte del partito “cattivo” che sfrutta la situazione e usa Marino per tornare ad avere una posizione centrale?». Barca risponde: «Assolutamente sì. Persone che si appoggiano proditoriamente a Marino, e magari nemmeno lo sostenevano prima. Gli stessi che attaccano Orfini. Sono quelli che sperano che il rinnovamento si fermi».
 
A questo punto, Left vuole girare cinque domande aggiuntive a Barca, perché le sue affermazioni non diventino quello che per il momento purtroppo paiono: solo una stoccata, che non aiuta ad andare avanti, a sciogliere la complicata situazione romana, a capire le responsabilità. Ma che si inserisce perfettamente nell’immagine di un partito spaccato e in lotta, con la differenza non marginale – come nota il circolo Pd Marconi – che nella lotta è sceso lo stesso Barca: «Abbiamo letto con rabbia e dispiacere l’intervista di Fabrizio Barca sul Fatto Quotidiano che lo pone di fatto fuori dal ruolo di terzietà che il suo incarico di ispettore di un partito commissariato richiederebbe».
 
Ecco allora qualche domanda in più, utile a Barca – se crede – per recuperare il suo ruolo di ispettore e aiutare noi osservatori e gli stessi elettori del Pd a capire.
 
Nel report finale del lavoro suo e del gruppo “Luoghi ideali” avete indicato a Roma 27 circoli che avete definito “potere per il potere”, arrivando però a indicarne poi 40 con «una tendenza all’infeudamento». È questo il Pd cattivo che starebbe sperando nella resistenza di Marino? Se sì, perché dopo il vostro lavoro e il lungo commissariamento di Orfini è ancora così potente? Quanti di quei circoli avete chiuso?

 
Lei parla di «persone che si appoggiano proditoriamente a Marino» e che «sperano che il rinnovamento si fermi». Può farci qualche nome?
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Durante tutto il suo lavoro di indagine lei si presentava giustamente come attore terzo rispetto alle anime del partito. Perché oggi si espone così in sostegno di Orfini che è sì il commissario ma che su Roma, con i giovani democratici e non solo, ha anche avuto negli anni un ruolo politico nel sistema che lei stesso ha valutato?
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Perché il “Pd buono” che per lei è evidentemente quello che di Orfini, non ha cercato o non è riuscito a rilanciare l’attività della giunta Marino arrivando a chiedere le dimissioni del sindaco?
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Marino non è stato in grado. Che profilo dovrebbe avere il sindaco capace di accompagnare il «cambiamento» che lei immagina? Ha qualche nome? Lei potrebbe candidarsi?
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