«Il bianco e nero racconta il mio mondo interiore, le emozioni e i sentimenti più profondi che provo ogni giorno camminando per le strade di Tokyo o di altre città, come un vagabondo senza meta», scrive Daido Moriyama, il fotografo giapponese noto per le sue visioni notturne intime, sensuali, sfuggenti. Nudi di donna che emergono dalla penombra, scorci di città nel fioco bagliore dei lampioni, presenze anonime e magnetiche nel cuore della metropoli. Tutto nelle foto in bianco e nero di Daido Moryama rimanda al rapporto con lo sconosciuto, schiudendo possibilità di un incontro imprevisto, in un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo. Lo hanno raccontato  anche in Italia mostre come Visioni del mondo, di cui resta memoria in un ponderoso catalogo edito da Skira.

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Daido Moriyama: color 1970s

Ma c’è un lato di questo maestro della fotografia che non conoscevamo abbastanza: la sua fantasia a colori e il dinamismo che in questa variegata cromia assumono le immagini. “Il colore descrive ciò che incontro senza filtri, e mi piace registrarlo per come si presenta ai miei occhi. Il bianco e nero è ricco di contrasti, è aspro, riflette a pieno il mio carattere solitario. Il colore è gentile, riguardoso, come io mi pongo nei confronti del mondo”, racconta lui stesso, presentando la serie intitolata Color  che dal 6 marzo approda al Foro Boardi di Modena (in collaborazione con la Galleria Carla Sozzani di Milano e prodotta dalla Fondazione Fotografia Modena ) .Una mostra, che per la prima volta raccoglie in Italia una selezione di 130 fotografie inedite, realizzate tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta. Anni di svolta nella fotografia di  Moriyama, vissuti soprattutto sulla strada. Lo sguardo qui  sembra farsi più poetico e giocoso, lo sguardo del desiderio lascia il posto qui allo sguardo curioso, vitale, di chi osserva il fluire della vita nella metropoli e si lascia trascinare dal movimento incessante della sue strade. In quel periodo anche per l’allora trentenne Moriyama  fortissimo era il richiamo della beat generation e  ad alimentare la sua immaginazione e voglia di libertà, come per molti dei giovani di allora, era soprattutto il mito letterario del viaggio creato da  Jack Kerouac, con il romanzo Sulla Strada.  Così in queste foto i paesaggi della metropoli giapponese si sovrappongono a quelli americani, come appaiono in certi film di quegli anni, fra auto abbandonate lungo la strada, corridoii di insegne luminose e malinconiche lampadine appese nel nulla, motel di infima categoria e scene quasi da noir che oggi hanno acquisito un fascino vintage.

Le foto scelte dal curatore Filippo Maggia per questa mostra milanese raccontano  un Giappone in bilico fra tradizione e modernità poco prima del boom economico e dei consumi.  Dopo Milano la mostra è dal 6 marzo all’8 maggio  2016 al Foro Boario di Modena.

@simonamaggiorel

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Daido Moriyama: color 1970s

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Daido Moriyama: color 1970s

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