«Non possiamo fermarci, dobbiamo manifestare per confermare i nostri valori, farli vivere e non arrenderci alla paura». Maurizio Landini non ha dubbi: la Fiom sarà in piazza a Roma sabato 21 novembre. Sarà la prima manifestazione in Italia dopo i fatti di Parigi, mentre l’Europa è ancora sotto shock e la Capitale è in subbuglio tra falsi allarmi e militari che presidiano mezza città. Ma non bisogna cedere alla paura ha ribadito il leader Fiom a Left, in una lunga intervista in edicola dal 21: «La libertà, la solidarietà, la giustizia sociale e l’eguaglianza – i princìpi della nostra civiltà – si praticano ogni giorno. Questa è l’unica risposta che un’organizzazione sociale come il sindacato può dare alla barbarie, per dare un senso alla democrazia e riempirla di una partecipazione che non possiamo delegare agli Stati o alle autorità, chiudendoci in casa».

Sabato 21, i metalmeccanici scendono in piazza per il rinnovo del Contratto nazionale dei metalmeccanici, ma anche l’opposizione alle politiche del lavoro – e non solo del lavoro – del governo Renzi. Con le spalle forti di chi, da sei mesi, punta a un percorso collettivo con la Coalizione sociale, questa volta Landini trascina in piazza i metalmeccanici per rivendicare i diritti dell’intero mondo del lavoro. E alza il tiro con un nuovo Statuto dei lavoratori – tutti, anche gli autonomi e i precari – e gli imminenti referendum abrogativi. «Che la manifestazione della Fiom non sia solo un affare dei metalmeccanici dimostra che oggi, per ottenere determinati risultati, devi allargare la tua rappresentanza», il leader della Fiom ne è certo.

@TizianaBarilla

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