«Votate a favore di questa mozione, non state dalla parte di Jeremy Corbyn e di una banda di amici dei terroristi». Oggi la Camera dei Comuni vota la mozione che autorizza i raid britannici sulla Siria e i toni usati dal premier conservatore Cameron sono quelli di qualche anno fa: se non stai con me, vuol dire che stai con i terroristi.

Il dibattito in Gran Bretagna è complicato: una parte dei deputati conservatori sembra contraria all’idea di partecipare alla chiamata alle armi della Francia, e una parte del Labour si dice pronta a votare la mozione del governo.

Il testo presentato da Cameron parte dalla risoluzione 2249 del Consiglio di sicurezza Onu, sottolinea l’importanza del procedere dei colloqui di Vienna, nega l’autorizzazione a inviare truppe e autorizza bombardamenti “esclusivamente sull’ISIS”. C’è anche la parte un po’ ridicola nella quale si legge “Questa Camera accoglie positivamente lo sforzo continuato del governo per aiutare i rifugiati” – un passaggio retorico troppo generoso con un governo che ha fatto di tutto per sfilarsi.

Un emendamento scritto assieme da deputati conservatori, laburisti, dello Scottish National Party e dei nazionalisti gallesi è stato sottoscritto da 105 deputati e nega l’autorizzazione all’uso della forza aerea.

Quel che colpisce è però il tono delle dichiarazioni di Cameron, che echeggia quelli degli anni della coalizione dei volenterosi e della guerra al terrore. A quelli il Labour ha risposto con durezza spiegando che «si tratta di commenti che non prendono atto della serietà con la quale i deputati di tutti i partiti stanno considerando l’idea dei raid. Cameron si dovrebbe scusare» ha detto il vice premier ombra Benn. Certo è che in queste ore i toni si sono avvelenati: la base laburista furiosa contro quella parte dei deputati e ministri ombra (tutti quelli incaricati di posizioni legate a Difesa ed Esteri) che hanno deciso di sostenere la mozione del governo. Tanto che nei giorni le valutazioni del governo su quanti appoggi esterni avrà la mozione che chiama alla guerra sono passate da 60 a 30.

Corbyn ha spiegato in un editoriale sul Guardian la sua posizione: Cameron non è riuscito a dimostrare che i raid aumenteranno la sicurezza dei britannici o saranno efficaci a indebolire l’ISIS. Quanto allo scontro nel Labour, Corbyn spiega: «sono un leader, non un dittatore, i deputati possono fare quel che ritengono opportuno, si tratta di una scelta complicata e seria. Ma sappiano che la responsabilità di una scelta difficile sarà loro». Il leader laburista aveva annunciato che sotto di lui il partito avrebbe discusso di più. La mozione sui raid in Siria è la prima discussione accesa alla quale assistiamo e c’è qualche contrario ai raid che spinge per l’espulsione di chi voterà a favore.

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