Con quasi un milione di persone che hanno attraversato il Mediterraneo come rifugiati e migranti, il 2015 è probabilmente l’anno record di quello che il rapporto dell’UNHCR del 2015 definisce: sfollamento forzato globale.
Il rapporto copre il periodo da gennaio a fine giugno, e ci dice che per rifugiati, richiedenti asilo e persone costrette a fuggire all’interno del proprio paese siamo a livelli catastrofici.
Il totale globale dei rifugiati, che un anno fa era di 19,5 milioni, ha superato a partire da metà 2015 la soglia di 20 milioni (20,2 milioni). E’ la prima volta dal 1992. Le domande di asilo erano nel frattempo il 78 per cento in più (993.600) rispetto allo stesso periodo nel 2014. E i numeri di sfollati è esploso da circa 2 milioni a circa 34 milioni di euro – la maggioranza sono gli sfollati interni. Il 2015, si legge nel comunicato UNHCR, è sulla buona strada per essere l’anno in cui lo spostamento forzato di persone ha raggiunto quota 60 milioni  – 1 essere umano ogni 122 è stato costretto ad abbandonare la propria casa.

Il rapporto mostra un peggioramento degli indicatori in diversi settori chiave. I tassi di rimpatrio volontario sono al livello più basso in oltre tre decenni (si stima che 84.000 persone rispetto alle 107.000 dello stesso periodo di un anno fa).
I nuovi rifugiati sono in forte aumento: 839.000 persone in soli sei mesi, pari a un tasso medio di quasi 4.600 costretti a fuggire dai loro paesi ogni giorno. La guerra in Siria è il grande generatore in tutto il mondo sia di nuovi rifugiati

Cresce anche la pressione sui Paesi ospitanti:la Turchia è il paese che ospita il numero più alto con 1,84 milioni di profughi al 30 giugno. Il Libano ospita più rifugiati in proporzione alla sua popolazione con 209 rifugiati ogni 1.000 abitanti. E l’Etiopia paga di più in relazione alle dimensioni della sua economia con 469 rifugiati per ogni dollaro di PIL (pro capite, a parità di potere).

Nei primi sei mesi del 2015 la Germania ha ricevuto il numero più alto di richieste di asilo  – 159.000, cifra vicina al totale di tutto il 2014. Il secondo più grande destinatario era la Federazione Russa con 100.000 sinistri, soprattutto le persone in fuga dal conflitto in Ucraina.

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