Nel giorno in cui l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (OIM) ci dice – è l’ennesima agenzia a farlo – che il numero di ingressi in Europa nel 2015 ha superato il milione, l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa hanno esortato l’Ungheria ad evitare politiche che promuovano «l’intolleranza e l’odio» nei confronti dei migranti.

In una dichiarazione congiunta, l’UNHCR, l’ufficio diritti umani dell’Ocse e il Consiglio d’Europa hanno invitato i leader ungheresi ad aiutare «coloro che sono stati costretti dai loro paesi contro la loro volontà e la scelta e sono attualmente in cerca di sicurezza in Europa».

Le tre agenzie hanno criticato la campagna lanciata dal governo Orban questo mese che dipinge i profughi, anche quelli provenienti dalla Siria come «criminali, invasori e terroristi sulla base delle loro convinzioni religiose e luoghi di origine».

La campagna è fatta di messaggi su sfondo nero a tutta pagina sui quotidiani nazionali con il titolo: «La quota europea aumenta la minaccia terroristica!».

La polemica del governo ungherese è contro il piano europeo di redistribuzione di 160.000 tra rifugiati e migranti in tutto il blocco. La Slovacchia e l’Ungheria dovrebbero accogliere circa 2.300 persone.

Altri messaggi: «Un immigrato clandestino arriva in Europa, in media, ogni 12 secondi»; «Non sappiamo chi sono, o quali sono le loro intenzioni» e «Non sappiamo quanti terroristi nascosti sono in mezzo a loro».

L’Ungheria ha adottato una linea dura sulla crisi dei profughi, sigillando suoi confini meridionali con un recinto di filo spinato per fermare l’afflusso di migranti.

Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha reagito alle critiche, negando che il paese stava cercando di seminare la paura di rifugiati e migranti. «L’Ungheria sta parlando di cose reali – ha detto il ministro – offriamo, come prima, la protezione a chi ne ha veramente bisogno, ma non possiamo accogliere decine o centinaia di migliaia di migranti economici». «Inoltre non abbiamo mai affermato che tutti i migranti siano terroristi, ma che con il flusso incontrollato di immigrati, la minaccia terroristica cresce», ha concluso.

Le organizzazioni per i diritti umani hanno invece sostenuto, con il tono formale che gli si confà, che l’Ungheria deve contribuire a risolvere la crisi e «riconoscere che i rifugiati arrivano in Europa dopo aver sopportato il trauma, la tragedia e la perdita … per iniziare una nuova vita lontano dai rivolgimenti della guerra e del conflitto.»

L’Ungheria, che quasi non aveva un problema immigrazione – se non agitato da parte della destra di Jobbik, che è anche anti-minoranzee al limite dell’antisemitismo – con le nuove rotte frutto della guerra siriana, si trova ad essere un nuovo punto di ingresso e, quindi, a dover gestire un numero di domande di richiedenti asilo mai visto fino a oggi. La risposta del governo è di pura propaganda: prima il muro, ora la pubblicità islamofoba sui giornali.

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