Aylan Kurdi è morto a settembre su una spiaggia di Bodrum, in Turchia. E oggi suo padre Abdullah Kurdi manda un messaggio di fine anno parlando con Channel 4.

«Il mio messaggio è che vorrei che il mondo intero aprisse le sue porte ai siriani. Se una persona ti sbatte la porta in faccia è difficile», dice Abdullah Kurdi, a cui sono morti nello stesso naufragio la moglie e il figlio Galeb, di 4 anni.  «In questo periodo dell’anno vorrei chiedere a tutti voi di pensare al dolore dei padri, delle madri e dei bambini che cercano pace e sicurezza (…) Chiediamo solo un po’ di compassione da parte vostra», dice Kurdi che ora vive a Erbil in Iraq.

«Quando a una persona in fuga si aprono le porte, questa non si sente più umiliata» dice ancora Kurdi, secondo quanto dice la trascrizione del messaggio che verrà mandato in onda domani da Channel 4.


 

Secono l’Unhcr metà del milione di persone giunte in Europa nel 2015 fuggono dalla guerra in Siria 

Mercoledì, una barca è affondata nei pressi dell’isola greca di Farmakonissi, sono morte dieci persone, tra cui diversi bambini. Ci sono diversi dispersi. Martedì la guardia costiera italiana ha tratto in salvo circa 800 persone.

I migranti morti o scomparsi in mare nel corso dell’anno sono 3.692 migranti morti.


 

Dopo mesi di vertici, l’Europa ha deciso di adottare un piano di ricollocamento dei richiedenti asilo che stenta a decollare. E deciso di pagare la Turchia perché non li faccia uscire dalle proprie frontiere. Amnesty e altre organizzazioni per i diritti umani hanno condannato l’accordo Turco-europeo: Ankara ha un pessimo record per quanto riguarda i diritti umani e in queste settimane le denunce di episodi di violazioni nei confronti delle persone in fuga dalla guerra si sono moltiplicate.

 

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