Ve lo ricordate quando da bambini, infilati sotto le coperte, con solo la luce tenue del comodino a rischiarare un po’ la stanza dal buio, chiedevate a mamma o papà di raccontarvi ancora un’altra storia – “una sola dai, l’ultima” – prima di addormentarvi? E i pomeriggi davanti alla tv ad aspettare la nuova puntata di Holly e Benji, Lady Oscar o Mila e Shiro? Nella storia dell’umanità non c’è mai stato un consumo e una produzione di storie così florida come da quando nei nostri salotti ha fatto la sua comparsa la televisione, nuova regina del focolare che oggi, nell’era dell’internet tv, rischia di cedere lo scettro a pc e tablet. L’homo sapiens si è evoluto in homo “serial”. Negli ultimi cinquant’anni la nostra fame di racconti si è trasformata sempre più in una sorta di abbuffata bulimica. Sicuramente tra le cose che hanno influenzato di più le conversazioni di quest’anno bisogna annoverare le serie tv. House of Cards è stato per tutto il 2015 un leitmotiv alla luce del quale analizzare la politica di Matteo Renzi, abbiamo ordinato al bar un Old fashion per sentirci un po’ meno orfani dalla fine di Mad Men, ci siamo rinchiusi a casa il sabato sera ansiosi di vedere la quinta serie di Games of Throne. E si sa che le cose, mode e manie, sono davvero ufficiali quando vengono inseriti pure nella Treccani. Non è un caso, dunque, che tra i neologismi dell’anno che hanno trovato spazio nella storica enciclopedia ci sia anche il termine “binge watching” ovvero la «visione ininterrotta di una grande quantità di episodi appartenenti a una serie televisiva, che è interamente disponibile in rete o in cofanetti di dvd». Funziona così: ci si mette a letto, si accende il pc e si comincia. Il banchetto è sempre più ricco: migliaia di telefilm sono tutti lì a portata di click. E dopo aver visto un episodio indugiamo, ritorniamo bambini e ci diciamo “ancora uno, l’ultimo, solo un altro ancora”, ritrovandoci coinvolti nostro malgrado in sfiancanti maratone notturne, ma anche mattutine o pomeridiane. Ogni momento è buono. E lo sono ancora di più le vacanze natalizie dove travolti da riunioni famigliari, pranzi e cene con parenti più o meno antipatici e costretti all’ottimismo forzato di lucine, paillettes, regali e paffuti vecchi vestiti di rosso sempre in sella alla loro slitta, necessitiamo come mai in alcun altro periodo dell’anno, di evadere dalla realtà. Le nostre serie tv sono lì, pronte ad accoglierci a braccia aperte e a trascinarci in un mondo parallelo. Prima di barricarci in casa e sprangare la porta a zii, nonni e cugini di qualsiasi ordine e grado rimane solo un unico imbarazzo: la scelta. Su Left in edicola vi aiutiamo suggerendovi i titoli migliori per una fuga dalla realtà nelle stanze del potere, in un’altra epoca, dalla parte dei cattivi, in un’altra famiglia oppure nella mente di J.J. Abrams, colui che ha dato vita all’ultimo episodio di Star Wars. Ma attenzione: causano dipendenza.

 
 
 
 

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   @GioGolightly

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