Eppur è una storia piccola quella raccontata da Lucio Musolino che ancora una volta ha il fiuto e i guanti per raccogliere il tortuoso fine anno dello Sporting Locri, la squadra femminile di calcio a 5 che ha deciso di «chiudere per dignità» come ha scritto sul proprio sito.

Una scelta che cade proprio nel bel mezzo della sordità soffusa procurata dalle vacanze natalizie mentre si dovrebbe, per buon costume medio borghese e mediamente cattolico, mantenere al minimo le brutte notizie. E invece il presidente della squadra, Ferdinando Armeni, dopo avere costruito in soli sei anni un progetto che sta lì in cima tra le grandi rivelazioni nazionali, ha deciso che non vale la pena continuare a rischiare dopo l’ennesima minaccia, una gomma forata e un biglietto anonimo che dice «Forse non siamo stati chiari. Lo Sporting Locri va chiuso.» Una situazione pesante che si protrae da qualche mese e che rende per ora il tutto ancora più difficile da codificare poiché non è chiaro che interessi dovrebbe avere la criminalità organizzata nei confronti di un gruppo nato “per hobby” e che difficilmente interessa gangli economici e di potere. O forse, ancora una volta, a Locri si consuma più semplicemente la solita prepotenza per ribadire potenza e tessere la pesante cappa che soffoca lo sviluppo sociale.

“Siamo senza parole – dice Armeni, il presidente – dal momento che il nostro è solo un hobby, una passione per lo sport calcistico. Non è accettabile che si possa correre il rischio di essere colpiti anche nei nostri affetti più cari. Certo, può darsi che si tratti di una bravata, ma davvero non ce la sentiamo di andare avanti. Inutile nasconderlo, c’è rammarico nel dover chiudere dopo anni di successi che ci hanno consentito quest’anno di diventare la squadra rivelazione del campionato nazionale di serie A. Non riusciamo a capire, tuttavia, quali interessi ci possano essere da parte di chi vuole ostacolare un’attività sportiva come questa”.

Nell’annuale classifica dei minacciati di “serie a” o “serie b” possiamo stare certi che una squadra di calcio, a cinque e per di più femminile manchi di tutti gli ingredienti per aspirare anche ad una minuta sollevazione popolare, rischiando di finire più nelle pagine di costume piuttosto che di cronaca. Eppure sarebbe bello, vuoi per il clima di festa, cominciare a prenderci cura di tutte le storie e forse proprio di quelle che sembrano più piccole e deboli. Per dirci che davvero non si accettano vessazioni. Di qualunque tipo.

Pronti così. Per chiudere l’anno.

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