Forse è un’installazione artistica e non ho le papille gustative per potermene accorgere ma nel turbomoderno sito di Expo (quello in rete, mica quello cementizio) c’è una sezione che mi assilla ormai da settimane: sotto la dicitura Amministrazione Trasparente (con questa strana abitudine di metterci ad ogni parola una lettera maiuscola come se tutto fosse l’acronimo di un «senso più grande» che non sono in grado di cogliere) c’è un elenco di nomi e cognomi, dati e buoni sentimenti ma manca qualcosa, forse.

Innanzitutto ci tengo a sottolineare la propulsione del Grande Proposito d’Apertura della Sezione (come lo scriverebbero loro) che dice a chiare lettere:

La Trasparenza ha una portata valoriale universale, in special modo perché correlata a un Evento che coinvolge milioni di persone e affronterà tematiche che hanno una forte rilevanza per tutti gli esseri umani, come quello di assicurare un’alimentazione sufficiente, sana e sostenibile al maggior numero di persone. Il valore della trasparenza va quindi ben oltre il mero adeguamento alle disposizioni legislative di riferimento e rappresenta il filo rosso che percorre tutte le sezioni del sito in una logica di apertura e condivisione con gli utenti.

Una frasona da volare via per l’impegno e la prospettiva anche solo a leggerla sottovoce. Con un ghostwriter del genere è anche normale che l’ex Grande Capo Giuseppe Sala ambisca (almeno) alla poltrona di sindaco milanese. Ma poiché il genio (e spesso anche il male) si nasconde nei particolari è importante leggere appena più sotto quella

“sezione in corso di aggiornamento”

buttata lì senza maiuscole, senza punteggiatura come se fosse caduta dalla tasca dell’ultimo che se n’è uscito di corsa e ha chiuso la porta. E manca, nella “sezione in corso di aggiornamento”, un piccolo particolare: i numeri. Non c’è traccia di un numero ufficiale di visitatori e di conseguenza non c’è traccia di incasso o conto economico.

Strano modo di intendere la trasparenza, tutta luccicante sui propositi e gli ideali e subito dopo claudicante sui risultati. Perché, al di là dell’opinione di ognuno, forse sarebbe il caso di vederli i numeri di Expo anche solo per farsi un’idea del reale “prestigio operativo” che il candidato alle (sue) primarie Beppe Sala potrebbe portarsi in dote. Nessuno di noi dubita del fatto che quei numeri avranno sicuramente un bella faccia (a forza di pittare capannoni, stilare un grafico emozionalmente in attivo è un gioco da ragazzi) ma tutto questo tempo in sala trucco non è una gran bella figura. E Grillo l’avrebbe espulso per molto meno. Eh.

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