In attesa del pronunciamento dell’Antitrust su “Mondazzoli” e in un panorama editoriale sempre più polarizzato fra grossi gruppi e  dall’altra parte una grande flotta di case editrici piccole e medie pronte a dare battaglia sul piano della creatività e della ricerca, ecco qualche anticipazione riguardo ai nuovi titoli che stanno per uscire nel nuovo anno. Il 2016 della narrativa si annuncia punteggiato di premi Nobel, a cominciare dal cinese Mo Yan. Ad inizio gennaio, infatti, Einaudi pubblica il suo Il paese dell’alcol, cruda metafora della Cina della politica del figlio unico, tratteggiata in forma di feroce detective story: l’ispettore Deng Gou’er è “sulle tracce di un orrendo traffico che consente ad alcuni selezionati ristoranti di offrire ai propri clienti un cibo prelibatissimo: la carne di neonato”.  A seguire uscirà una nuova edizione del romanzo epico  Le canzoni dell’aglio, che ripercorre passaggi cruciali della storia cinese.

Del premio Nobel islandese, Halldòr Laxness, la casa editrice Iperborea pubblica a febbraio 0tto racconti, del tutto inediti in Italia, in cui sono raccontati la sconfitta dell’aviazione italiana a Reykjiavik e, con graffiante ironia, un gerarca fascista che invesisce a raffica mulinando le bracciae le gambe. E poi la storia di un ragazzino islandese che pensa di essere Napoleone, Thordur lo Zoppo, un esploratore letterato che si autoproclama imperatore di Antartide e l’epica protesta dei lavoratori d’Islanda.

A febbraio escono per Feltrinelli, con il titolo Il saccheggio, gli ultimi racconti inediti del Nobel per la letteratura Nadine Gordimer (Johannesburg, 1923-2014), uniti dal filo rosso dell’impegno civile della grande scrittrice sudafricana che ha saputo raccontare con grande sensibilità storie intime, personali, di desiderio di incontri e di separazioni, ma anche la violenza del pregiudizio e l’esclusione in un Sudafrica dove si allungano ancora i fantasmi dell’apatheid. Proseguendo nel lavoro di pubblicazione dell’opera omnia del premio Nobel Alice Munro, dopo la recente pubblicazione e a fine 2015 di Amica della mia giovinezza, ( raccolta che tratteggia storie di donne in bilico fra il peso del passato e vite nuove) Einaudi annuncia altri tre titoli della scrittrice canadese, autrice di racconti di spietato realismo e insieme dal respiro lirico: parliamo di Uscirne vivi, (febbraio 2016 nuova edizione), Lasciar andare (marzo) e Oggetti di famiglia (giugno).

Altre due grandi voci femminili della letteratura internazionale tornano in libreria con Elliot edizioni: a febbraio uscirà La ricompensa della madre di Edith Wharton e poi di Byron in love di Edna O’Brien, biografia del poeta romantico inglese e racconto della sua vita avventurosa che finì combattendo per l’indipendenza greca. Nel 2016 la scrittrice irlandese pubblicherà anche il suo nuovo, atteso, romanzo The Little Red Chairs, che speriamo presto sia tradotto anche in italiano. Per chi ha amato La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chavalier dedicato al famoso quadro di Vermeer ( bestseller che ha venduto più di un milione di copie) a gennaio 2016 esce, sempre per Neri Pozza, I frutti del vento, romanzo storico sugli agricoltori migranti, i cosiddetti «settlers» , costretti a passare da uno stato all’altro per vincere la povertà e la fame.

Un’altra autrice che è stata a lungo in cima alle classifiche con il romanzo L’eleganza del riccio – parliamo di Muriel Barbery – torna  dopo sette anni con un libro di genere completamente diverso,  di tematica ambientale. S’intitola Vita degli Elfi ed esce in Italia a gennaio, come il suo precedente romanzo, per le Edizioni E/O. Un ambito, quello della letteratura a tematica “ecologista”, che sta riscuotendo molto interesse non solo nel mondo anglo-sassone dove autori come Ian McEwan lo hanno reso popolare con romanzi come Solar. In Italia è Bruno Arpaia a rappresentare questo filone di Climate ficton con un romanzo Qualcosa, là fuori, in libreria ad aprile per Guanda, in cui lo scrittore e traduttore immagina uno scenario drammatico, con l’Italia quasi del tutto desertificata e la Germania battuta da piogge incessanti. Basato su studi scientifici, il libro di Arpaia vuole coinvolgere il pubblico in una riflessione sull’impatto ambientale prodotto dall’attuale modo di produzione e dagli stili di vita del ricco occidente. Ma Guanda ha anche un colpo in canna che occuperà le pagine dei giornali: l’uscita del nuovo romanzo di Jonathan Safran Foer:  il romanzo dal titolo Here I  Am uscirà a settembre e racconta la vicenda di una famiglia israeliana, in un drammatico contesto mediorientale.

Rimanendo nell’ambito degli autori che hanno un accanito  seguito di fedelissimi il giapponese Haruki Murakami pubblicherà un nuovo libro con Einaudi a giugno, mentre Garzanti manda in libreria il nuovo libro, Il segreto del mondo, di  Jean-Claude Carrière. Il libro cult dello scrittore Roberto Bolaño, Notturno cileno, uscirà  nel 2016 con Adelphi,che pubblicherà anche una nuova edizione del romanzo, intitolato Yoshe Kalb, di I.J. Singer che nasce sullo sfondo del vasto mare della cultura hassidica. Infine, per quanto riguarda la neonata casa editrice La nave di Teseo fondata da Elisabetta Sgarbi dopo aver lasciato Bompiani, ad aprile pubblicherà il nuovo libro di Michael Cunningham, una sorta di fiaba contemporanea dal titolo Un cigno selvatico e poi Un matrimonio di piacere dello scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun.  Nato a Rodi, nel ’76 e in anni recenti dopo aver vissuto in Europa, tornato nella sua Istanbul Hakan Günday, dopo A con Zeta (miglior libro del 2011 in Turchia e tradotto in diciannove lingue) torna sempre per i titpi di Marcos y Marcos con il romanzo Ancóra affronta il tema urgente dei migranti. In Francia è stato il caso letterario dell’autunno 2015 e ha vinto il prestigioso Prix Médicis. Infine, per chi ama leggere in lingua, segnaliamo l’uscita,a cinque anni daIl senso della fine, del nuovo romanzo di Julian Barnes, The Noise of Time (Jonathan Cape) e Zero K (Simon & Schuster, May), il nuovo, apocalittico romanzo di Don DeLillo che promette, dopo Rumore bianco e altri romanzi che hanno caratterizzato gli anni Ottanta e Novanta, di andare al cuore delle contraddizioni del “sogno” americano fatto di carrelli pieni di merci e di high tech, mentre sempre più sullo sfondo resta l’umano.

 @simonamaggiorel

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