A Madaya si muore di fame. L’ultimo orrore della guerra siriana, del quale si parla da qualche giorno, dopo l’appello lanciato con la foto che vedete qui sopra, viene da un fronte che non ha nulla a che vedere con Daesh e il Califfato: in questo caso sono le truppe di Assad e gli alleati libanesi di Hezbollah che tagliando le linee di rifornimento e tenendo la città sotto assedio, la stanno uccidendo. In queste ore siamo sommersi da immagini terribili – bambini denutriti, anziani scheletrici, gatti uccisi per essere mangiati – che non pubblicheremo.
Qui sotto un tweet del 4 gennaio che mostra alcuni bambini della città cucinarsi una zuppa di foglie. Al mercato nero il riso si vende a grammi e costa circa 250 dollari al chilo. Il freddo, la città si trova in montagna, aggrava la situazione. I cecchini disseminati intorno a Madaya impediscono alle persone di uscire e raccogliere legna da ardere.

Queste le testimonianze raccolte al telefono da The Guardian:
«Ho visto personalmente persone macellare gatti per mangiarli. Anche gli alberi sono stati spogliati dalle foglie» ha detto un infermiere. (…) «Hanno bloccato tutte le strade e sotterrato molte mine, alcuni ragazzi hanno perso braccia e gambe cercando di uscire dalla città» ha detto un insegnante. «La gente sta morendo al rallentatore, avevamo dei fiori in un vaso in casa. Ci siamo mangiati i petali, erano amarissimi». «Non chiediamo non più aiuto a nessuno, lo abbiamo fatto tante volte e nessuno ci ha ascoltato. Ma noi vogliamo chiedere ai funzionari e decisori là fuori, se foste in questa posizione, ed i vostri bambini morissero di fame di fronte a voi, quale sarebbe la vostra reazione nei confronti del mondo esterno?» è il commento amaro di un operatore umanitario.

Qui sotto un breve servizio su un’altra realtà, quella di Aleppo, dove il giornalista Rami Jarrah, siriano che ha vissuto la maggior parte della sua vita in Gran Bretagna, racconta quotidianamente la vita della città sotto gli attacchi di russi ed esercito di Assad e segnalando come le bombe cadano spesso su zone abitate da civili, dove non c’è ISIS e neppure altri gruppi armati. La domanda che Jarrah fa a tutti è: «Perché non siete andati via?»

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